Ballardini: «Obiettivo non ancora raggiunto»

Il mister genoano è criptico sul valore della sua squadra e sui "numeri" della sua gestione: «Dovrei dire delle verità ma non le dico»

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Ballardini Genoa
Mister Ballardini (foto di Genoa CFC Tanopress)

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È un Davide Ballardini molto serio, quello che si presenta ai microfoni di Sky Sport per rispondere alle domande di cronisti ed opinionisti dopo il 2-0 allo Spezia.

Subito gli si fanno notare le urla, grida e festeggiamenti provenienti dallo spogliatoio. Gli viene chiesto se ha partecipato ai festeggiamenti, visto quanto ci teneva a questa gara e l’adrenalina a bordo campo lo ha dimostrato, o se domani farà notare ai giocatori che ancora non sono salvi: «Si festeggiava tutti assieme perché è una vittoria importante per raggiungere l’obiettivo, obiettivo che non è ancora raggiunto. Da domani inizieremo a pensare alla prossima partita».

Ventinove punti in venti partite con la gestione di Davide Ballardini e Genoa imbattuto da undici partite in casa che però arrivava da cinque pareggi consecutivi (al “Luigi Ferraris”, nda). Come è stata guarita la “pareggite” o se quei pareggi erano una “cura” per arrivare alla salvezza: «Il Genoa, all’inizio della nostra gestione, ha vinto partite che forse non meritava di vincere. Siamo stati bravi ed un po’ fortunati. Poi nei pareggi magari il Genoa meritava qualcosa in più. Il calcio è così. A volte meriti di vincere e non vinci; altre volte fai una buona partita e sei premiato anche se magari il risultato più giusto sarebbe un altro. Non siamo sorpresi. Io sono sorpreso da quello che ha fatto il Genoa da quando noi siamo arrivati, ad oggi. Cose straordinarie per le difficoltà incontrate, per tutta una serie di motivi. Il Genoa sino ad ora ha fatto un cammino straordinario».

Lo Spezia non ha mai tirato in porta, tranne un mezzo contrasto di Nzola di testa. I difensori centrali, sui cross, sono stati bravi. Nel primo tempo forse il Genoa doveva già essere avanti, in quanto a reti. Messo paura allo Spezia non permettendogli di essere pericoloso: «Il Genoa ha fatto un grande primo tempo, di grande attenzione, di grande pressione, di qualità di gioco. Nel primo tempo il Genoa ha meritato di andare in vantaggio in più di una occasione. Quando spendi così tanto, nel secondo tempo fai fatica perché sono tante le cose che ti pesano. Nonostante questo il Genoa ha sempre coperto bene il campo, sempre molto attento, non ha concesso nulla. Nel secondo tempo sei stato premiato anche per tutto quello che hai fatto nel primo tempo».

Al mister rossoblù viene chiesto un aiuto per capire il valore di questo Genoa. Vengono sciorinati i numeri della gestione Ballardini. In una ipotetica proiezione, se avesse avuto la squadra dall’inizio oggi avrebbe 48 punti, stando dietro al Sassuolo e davanti alla Sampdoria. Il valore della squadra che davanti ha un potenziale efficace e che a volte ha fatto fatica ad esprimersi: «Io qui dovrei dire delle verità ma non le dico». Dallo studio gli viene chiesto di esprimersi, ma il mister così ha risposto: «No, perché nel calcio non va bene sempre dire… Non va bene». La controrisposta del cronista non si fa attendere («Ogni tanto sì»), al che Davide Ballardini precisa: «Sì, ma ogni tanto sì ma lo so io. Quindi i tempi li detto io. Io sono arrivato alla quattordicesima giornata ed il Genoa aveva sette punti; e quindi capite bene che arrivare alla quattordicesima, giocare contro lo Spezia che è una squadra che in quel momento ha quasi il doppio dei tuoi punti, qualche problemino c’è. Quindi arrivi, bisogna subito capire tante cose, bisogna non dico imporsi però bisogna farsi capire alla svelta, bisogna conoscere i giocatori, bisogna trovare la disposizione migliore per farli rendere. Sono tante, tante, tante le cose che devi mettere per l’idea che hai e per quello che vuoi ottenere. Sono tante le cose da mettere a posto. Il Genoa oggi ha trentasei punti e probabilmente sono i punti che merita. Basta. Da qui in avanti dovremo fare ancora delle belle partite per raggiungere l’obiettivo. Voi avete ragione; il Genoa ha tanti attaccanti, però capite bene che, ripeto… io sono arrivato al Genoa alla quattordicesima giornata. Gli attaccanti che c’erano allora ci sono anche oggi, quindi cosa vi devo dire?». «Che non segnavano prima», gli viene prontamente detto senza peli sulla lingua. Così Ballardini ha controbattuto: «Guardi, io credo di essere stato abbastanza chiaro ed anche abbastanza onesto».

Vengono sciorinati nuovamente i numeri della gestione. «La verità non detta qual è?», si chiedono in studio, da dove Paolo Condò evidenzia che «dal discorso di Ballardini è che le cose erano state fatte male nella prima frazione di questo campionato. Io vado oltre questa…» e non fa in tempo a terminare la frase che viene immediatamente interrotto da Davide Ballardini: «Allora non mi sono spiegato. Io non mi sono mai permesso di parlare di quello che è stato fatto prima di me. Io dico solo che dal nostro arrivo, i punti, le partite, le difficoltà erano quelle. Punto. Io dico questo. Poi è evidente che se il Genoa oggi ha una posizione di classifica così, ha fatto questi punti, il Genoa probabilmente merita questi punti. Le punte, da voi sempre sottolineate, avevano bisogno di crescere, perché alcune di queste non hanno mai giocato in Serie A, come Shomurodov, Scamacca; Destro veniva da più stagioni problematiche. Le cose le sapete voi, quanto me. Dico solo che da quando noi siamo arrivati, il Genoa ha fatto un percorso straordinario. Le difficoltà c’erano, ci sono e da qui in avanti ci saranno ancora».

Le domande, poi, virano sul futuro paragonandolo al passato legato a Bagnoli e Gasperini (i quali hanno raggiunto qualificazioni europee) per un Genoa che può repentinamente salire di livello per la sensazione che il gruppo squadra dà per un Genoa più ambizioso di quello delle ultime stagioni; ovviamente con Davide Ballardini in panchina. Il mister sorride e chiosa: «Io non vado oltre a questa stagione, perché questa stagione è ancora da finire nel modo migliore. Il Genoa, come è stato sottolineato, non ha ancora raggiunto l’obiettivo che, se viene raggiunto, è molto importante. Dopo di che si faranno altri ragionamenti. Non va bene, a parer mio, pensare già alla prossima stagione quando ancora hai cinque partite di straordinaria importanza perché sono importanti per raggiungere l’obiettivo che il Genoa vuole raggiungere. Arriverà il momento di pensare di dare una risposta alla domanda».

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