Ballardini indica la via al Genoa. In campo per riscrivere la storia

E' da ottantaquattro anni che il Grifone non infila quindici punti nelle prime sette partite di campionato

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Ballardini
Davide Ballardini (foto di Genoa CFC Tanopress)
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Ballardini ha indicato la via. Come faceva un tempo. Saggio ed esperto com’è, era davvero incomprensibile qualche sua uscita d’inizio anno. L’emblema è stato il pre Sassuolo, vissuto con troppa leggerezza. Dal tecnico di Ravenna come di tutto il Genoa. La sconfitta è stata una conseguenza logica, a posteriori. Da qualche settimana Ballardini è tornato a fare la differenza, in positivo. Non solo ha trovato un undici titolare più “equilibrato”, per usare una parole che gli piace tanto, ma ha raccolto delle risposte importanti in termini di personalità. Da Radu, che ha soffiato il posto a Marchetti, a un Biraschi da dimensione Nazionale.

Il suo Genoa è quello della variante del 3-4-3 senz’ali, con Pandev dietro le punte. Ballardini doveva qualcosa al macedone dai tempi della Lazio: il debito si sta estinguendo partita dopo partita, a suon di fiducia e prestazioni. Il suo Grifone funziona, forse sarebbe più corretto dire che non ha funzionato a Reggio Emilia e Roma. Adesso c’è una squadra, con qualche limite ma tanti pregi. Oggi non sarà una giornata come le altre perché il Genoa ha ricevuto in dono una penna dalla sua storia. La può riscrivere, aggiornare, equiparando l’attuale inizio di stagione a quello di ottantaquattro anni fa. I giocatori devono essere consapevoli della delicatezza della partita con il Parma.

Sia chiaro: l’eventuale mancata vittoria non sarà un nullaosta per i soliti processi. Però quanto sarebbero importanti i tre punti lo sa ogni componente rossoblù, interna ed esterna. Il primo è Ballardini che in conferenza stampa ha rasserenato senza che nessuno scriba gli chiedesse qualcosa di tale primato di metà Anni ’30. «Non conterà ciò che abbiamo fatto fino a oggi» si è limitato a dire. Un discreto dribbling, ma le vittoria pesano sul morale e sull’autostima. Idem, ma al contrario, per le sconfitte. Il percorso è importante, talvolta più della meta. Ballardini ha indicato la via. Come faceva un tempo.

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