Ballardini: «Allenare il Genoa è un enorme onore»

Il tecnico a Genoa Channel spiega anche che c'è «responsabilità perché senti tutto l’affetto, tutto l’amore che c’è attorno a questa squadra». Sulla partita: «Non possiamo permetterci di essere sereni»

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Ballardini
Davide Ballardini (Foto da Genoa Channel)

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Alla vigilia dell’importante match salvezza contro la Fiorentina, Davide Ballardini ha parlato in conferenza stampa a Villa Rostan. Tra i tanti temi toccati, non c’è soltanto la gara, ma anche l’invito ai giocatori a non rilassarsi proprio in questo momento delicato della stagione.

Cosa si aspetta dal cambio di allenatore dei suoi avversari?

«Certamente ci sarà una spinta in più. Ci saranno nuove idee quando arriva un nuovo allenatore, quindi una difficoltà in più oltre la qualità che loro hanno per i giocatori nella loro rosa».

Dieci partite in dieci settimane: quello che sta per cominciare è un vero e proprio tour de force, in un campionato anomalo per l’emergenza Covid che tutti stiamo affrontando. Significa anche che per l’esito finale del campionato tutti i giochi sono aperti?

«Sì, è vero perché non c’è niente di scontato, considerando la classifica, le squadre che lottano, parlo per il nostro campionato, è tutto molto strano»

Dieci gare alla fine, 31 punti in classifica: a che punto siete nel cammino, 24 punti dopo il suo arrivo?

«Noi siamo contenti e consapevoli di quello che finora abbiamo fatto. Siamo altrettanto consapevoli delle difficoltà che da qui in avanti dovremo affrontare. Quindi molto felici di quanto è stato fatto e consapevoli di quello che ancora c’è da fare».

Quale sarebbe un errore grave, a questo punto della stagione?

«Non aver capito questo: non puoi permetterti di sentirti così sereno. Non è così, perché nel momento in cui ti senti sereno è quello in cui prendi degli schiaffi e li prendi anche forte».

Cosa vorrebbe dire, o dice, ai suoi giocatori della strada fatta sino a questo momento?

«Intanto voglio ringraziarli, infinitamente. Detto questo, vorrei ringraziarli infinitamente a fine stagione perché vorrebbe dire aver fatto, da quando siamo arrivati sino a fine stagione, una stagione che era difficile da pensare».

Torniamo alla gara con la Fiorentina, è un avversario che ha grandi individualità, e che sembrava partita con ben altri obiettivi. Cosa rende pericolosi i vostri avversari?

«Quello che hai detto tu: la qualità della rosa, hanno dei giocatori di straordinario valore. Non pensavano di essere in quella situazione di classifica: hanno 10 partite per cercare di rimediare a una stagione che, diciamo così, non gli ha detto bene. Tutte queste sono delle difficoltà enormi per chi gioca contro di loro».

Quanto, invece, possono incidere sulla gara di domani i tanti impegni tenuti dai giocatori del Genoa con le nazionali?

«Possono incidere, anche se noi abbiamo dei giocatori che non si risparmiano: arrivano, si mettono a posto, si fanno trovare subito pronti, considerando le partite, le fatiche e i viaggi. Abbiamo la fortuna di avere dei ragazzi molto seri, responsabili e quindi si faranno trovare pronti».

Domani mister, raggiungerà quota 100 panchine rossoblù come pochi altri prima di lei: che cosa significa per lei? Responsabilità, onore, soddisfazione: che parola userebbe?

«Quelle sono giuste: onore, perché penso che allenare il Genoa sia un enorme onore per chi ha la fortuna di allenarlo, e responsabilità perché, non voglio dire il peso, ma senti tutto l’affetto, tutto l’amore che c’è attorno a questa squadra e quindi anche tu entri dentro a questi sentimenti che sono vissuti così intensamente e profondamente».

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