Arciniegas, Forbes: «Gli ultimi anni negativi del Genoa hanno reso più interessante il nostro investimento»

La celebre rivista di economia si chiede perché gli investitori americani versano soldi in Serie A

4870
Arciniegas Wander Genoa
Juan Arciniegas, a sinistra, e Joshua Wander in campo al Ferraris (foto di Gennoa CFC Tanopress)

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Forbes, la celebre rivista americana di economia, traccia un profilo degli investitori statunitensi che dal 2014 stanno versando grosse somme di denaro nella Serie A per riportare il calcio italiano alla vecchia gloria. Da ultimo 777 Partners, holding di Miami specializzata in investimenti, ha acquistato il Genoa per 175 milioni di dollari, ossia 150 milioni di euro, facendo diventare il Grifone l’ottavo club italiano controllato da americani dopo Commisso alla Fiorentina, fondo Elliott al Milan, Niederauer al Venezia, Friedkin alla Roma, Platek allo Spezia e, in Serie B, Krause al Parma e Tacopina alla Spal (Joey Saputo del Bologna è canadese). «Vediamo una maggiore opportunità di crescita al Genoa, ci sono le opportunità per lavorare» spiega Juan Arciniegas, managing director di 777 Partners, a Forbes.

Perché si investe in Serie A? Del Genoa può attrarre la sua storia, essendo il primo club fondato in Italia, mentre del Milan la sua bacheca internazionale ma, secondo Forbes, due sono le ragioni che dirigono gli americani nel calcio italiano: in Europa ci sono pochi club di alto livello in vendita (in Germania, ad esempio, la regola del 50+1 limita l’ingresso di nuove compagnie) e i costi d’acquisto sono minori rispetto alle altre leghe (Elliott ha acquistato il Milan per 400 milioni di euro-470 milioni di dollari, in Premier League ci sono almeno otto squadre valutate almeno mezzo miliardo di dollari e ben sei oltre i due miliardi). «Il fatto che il Genoa abbia sotto-performato negli ultimi anni ha reso ancora più interessante per noi l’investimento» aggiunge Arciniegas.

Ma per gli investitori americani la Serie A è anche asperità poiché i club faticano ad attirare grandi sponsor e gli stadi sono fatiscenti (e le procedure d’acquisto “incubi burocratici”) rispetto agli impianti degli Stati Uniti con conseguente bassi ricavi e prezzi alti a danno dei tifosi. E attenzione a ciò che può accadere in casa Inter: a maggio Suning ha concordato un accordo di finanziamento da 336 milioni di dollari e il prestatore del denaro, pronto a rilevare il club in caso di default dei cinesi, è Oaktree Capital con sede a Los Angeles.

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.