Archistadia ricorda Gregotti: «La trasformazione del Ferraris in “stadio urbano” è il suo progetto principe»

La rivista on line riporta anche i progetti per gli altri impianti trasformati dall'architetto piemontese

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Lo stadio Luigi Ferraris (Foto Gabriele Maltinti/Getty Images)

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La rivista on line di architettura degli stadi, Archistadia, ha ricordato in un servizio l’opera di Vittorio Gregotti, recentemente scomparso, nella ristrutturazione di diversi impianti. Il lavoro principale dell’architetto piemontese resta il “Tempio” genovese: «La trasformazione dello Stadio Luigi Ferraris di Genova (Italia, 1990 – capienza 36.500 posti) rimane il progetto principe dell’architetto piemontese, che riuscì a realizzare un vero e proprio “stadio urbano” in chiave moderna, con una serie di elementi distintivi riconoscibili in tutto il mondo: le torri dei riflettori, i grandi tiranti in copertura, la scansione delle aperture ripetute e il gioco di pieni/vuoti con il rosso del rivestimento».

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Stadio Luigi Ferraris

Archistadia si è soffermata anche su di un altro progetto di ristrutturazione, ispirato da quanto svolto al Ferraris: «La sua opera, poi, si estese anche in Marocco, oltre vent’anni dopo. A Marrakech (2011), Gregotti citò chiaramente sé stesso e il suo lavoro di Genova, ma la presenza della pista d’atletica ruppe l’equilibrio fra le forme e la visuale dagli spalti. Ad Agadir (2013), invece, le torri furono elevate a veri e propri obelischi aulici (pur rivestendo la funzione fondamentale di ospitare i riflettori dello stadio) e venne tratteggiato un declivio a gradoni, per la struttura esterna dello stadio, in forte dialogo e richiamo dei pendii e delle colline circostanti».

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