Andreazzoli: «Ci siamo smarriti, mi assumo le responsabilità»

«Fino a quando ci siamo fatti sorreggere dal gioco abbiamo visto un'altra squadra, dopo Cagliari ci siamo smarriti e non riusciamo a riproporlo nonostante in allenamento si facciano le stesse cose» ha spiegato il tecnico ripreso da Radio Nostalgia

3236
Andreazzoli
Aurelio Andreazzoli (foto di Genoa CFC Tanopress)
Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Domenica catastrofica per il Genoa, la Lazio ha passeggiato contro i ragazzi di Andreazzoli rifilandogli un netto 4-0. Mister Andreazzoli è intervenuto in conferenza stampa per analizzare non solo la gara, ma anche l’andamento del Genoa apparso in netta involuzione rispetto alle prime – convincenti – uscite. Di seguito la, lucida, analisi di mister Andreazzoli dei 90′ dell’Olimpico e del momento poco brillante attraversato dai rossoblù ripresa da Radio Nostalgia. «Io ho visto una squadra che ha meritato nettamente di perdere contro una squadra nettamente più forte sotto tutti i punti di vista. Di conseguenza, se ci metti che sotto l’aspetto tecnico potevamo essere più precisi e anche più fortunati, come spesso ci è successo anche quel poco che fai non riesci a concretizzarlo quasi mai, allora dopo diventa un problema. Se hai qualche situazione favorevole devi concretizzarla, noi non ci siamo riusciti a Cagliari e in altre situazioni. Questa è l’analisi della partita secondo me. Dobbiamo crescere, ci siamo smarriti, penso che fino a quando ci siamo fatti sorreggere dal gioco abbiamo visto un’altra squadra, dopo Cagliari abbiamo smarrito il nostro gioco e non riusciamo a riproporlo nonostante in allenamento facciamo le stesse cose. Giocando da squadra e da collettivo dobbiamo basarci sulle nostre idee, su quello che prepariamo in settimana, perchè non abbiamo giocatori capaci di risolvere le partite da soli. Se perdiamo entusiasmo e ci viene il braccino corto andiamo in difficoltà, nonostante questo abbiamo avuto 3-4 situazioni favorevoli. Di contro ho visto una Lazio che ha capitalizzato tutto. Uno dei problemi è subire troppi gol, significa che qualcosa strutturalmente o individualmente viene a mancare. Giocare contro la Lazio non è facile, soprattutto quando vai in svantaggio perchè iniziano a sfruttare il contropiede. In passato non lo soffrivamo molto perchè eravamo sottopalla, a squadra schierata, poi ci sono le qualità degli altri e qualche carenza nostra: che siano individuali o strutturali, perchè, sia chiaro: le responsabilità sono mie e me le assumo. Non abbiamo cambiato nulla nel modo di lavorare, noi cerchiamo di alimentare l’entusiasmo e non c’erano neanche i presupposti per farlo scemare. A Cagliari per 60′ abbiamo fatto meglio di loro e dovevamo essere noi in vantaggio. Forse è una questione di gestione, con l’entusiasmo dalla tua è facile, con la pressione emergono caratteristiche sopite di uno o molti, le prestazioni individuali te lo indicano. Nel calcio si gioca di squadra, ma le squadre sono composte da individui, se non vinci i duelli individuali allora soccombi, soprattutto se poi gli altri sono più forti. Primo gol della Lazio? Lerager ha ritardato il passaggio, aveva la soluzione facile a pochi passi, l’impatto non l’ho rivisto, in questi casi si dovrebbe andare a vedere, non fa nulla se si perde tempo. Sinceramente non mi sembrava fallo, ma rivederlo fa essere tutti più sereni, ci vuole un minuto, perdiamo così tanto tempo per altro. L’uscita di Romero in pressione che ha dato il via al 4-0? Ci vuole razionalità, è bello vedere l’entusiasmo di un ragazzo come Romero, ma sul quarto gol ha sbagliato andando a pressare».

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.