GaSport, Andreazzoli: «La chiamata del Genoa? Un corteggiamento»

Il mister rossoblù s'è raccontato a La Gazzetta dello Sport

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Andreazzoli con lo staff (Foto Genoa cfc Tanopress)
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A Roma Aurelio Andreazzoli aprì le porte degli allenamenti a Trigoria. In Austria idem, tanto che un tifoso bergamasco rossoblù s’è complimentato col neo mister per permettere di seguire le sedute. Ci si sorprende, ma il diretto interessato glissa ripetendo che la condivisione del lavoro non debba esser un qualcosa di anomalo. «Questo è l’obiettivo principale, il riscontro sulla gente, che vuole venire allo stadio per avere soddisfazioni e gioire – ha dichiarato Andreazzoli in un’intervista pubblicata stamani da La Gazzetta dello Sportse tu la coinvolgi e fai capire che andare tutti nella stessa direzione porta vantaggio, ti possono aiutare pure a correggere qualche errore».

Il concetto è ulteriormente approfondito, sintomo di quanto sia importante la sintonia col pubblico: «Ciò che voglio ora è ricompattare l’ambiente, trasformare il famoso dodicesimo uomo genoano da simbolo, pur bellissimo, in qualcosa di pratico. Se avremo trentacinquemila genoani che ci sosterranno, nessuno sa cosa potrà succedere». Un aiuto arriva dall’empatia della piazza, un calore forte che lo stesso Andreazzoli reputa superiore a quanto da lui fatto finora. Questioni di tempo, ma fu amore a prima vista: «Nel settembre 2016 venni a Genova per seguire la Viola, prossima avversaria della Roma, con il Genoa, gara poi sospesa per pioggia. Fatto raro, mi accompagnò mia moglie: lei rimase affascinata dalla Nord e scattò una decina di foto alla Gradinata».

Così, anche nonostante la retrocessione patita con l’Empoli, la testa restò alta e i complimenti di 1500 anime di San Siro gratificarono il mister. Del resto, se è vero che il lavoro paga, allora l’intervista concessa alla rosea con quella posizione nell’organico del club più antico d’Italia si spiega in un solo modo: «La chiamata del Genoa è stato quasi un corteggiamento, quindi gratificante».

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