Alessandria in Serie B: il ruglio dell’Orso Grigio, amico del Grifone

Padova ko ai rigori, un moto d'orgoglio scuote la tifoseria genoana

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Alessandria Genoa
Minuto di silenzio al Moccagatta di Alessandria per le vittime di Ponte Morandi (foto di Genoa CFC Tanopress)

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Il gemellaggio tra tifoserie è un’idea strettamente italiana e da nessuna parte, in Europa e nel mondo, è parimenti diffusa sul territorio come nei nostri confini. In Germania, ad esempio, tutti odiano il Lipsia, squadra che ha scalato le gerarchie del calcio tedesco grazie ai denari della Red Bull, mentre solo Norimberga e Schalke 04 proseguono un’antica amicizia che, invece, si è diradata tra i due club di Berlino, Hertha e Union, un tempo accomunati dall’opposizione ai contenuti del Patto di Varsavia (la Dynamo Berlin era per antonomasia la squadra della Stasi). In Argentina, terra passionale di fútbol, il gemellaggio è tabù considerata la forte eterogeneità di tifo addirittura tra barrios cittadini mentre in Inghilterra, la casa del calcio, esistono rapporti di stima e profondo rispetto tra tifoserie di talune società, sicuramente non il Manchester City dell’emiro. In Italia le cose sono sempre andate diversamente a partire dagli Anni ’70, il decennio dei gemellaggi. Il Genoa ne ha uno in corso con l’Alessandria.

L’Orso Grigio, amico del Grifone sin dal 4 maggio 1975, ruglia e riabbraccia con merito la Serie B (assieme a Como, Perugia e Ternana) dopo quarantasei anni. L’ultima apparizione in cadetteria dei basso piemontesi avvenne proprio nel torneo del ’75, vinto dal Perugia di Castagner, al termine dell’infelice spareggio al Meazza contro la Reggiana. Quasi mezzo secolo dopo l’Alessandria torna in B beffando ai calci di rigore il Padova – a volte il destino ristora parzialmente i danni del passato – diretto da Sogliano jr e allenato da Mandorlini. Un moto d’orgoglio scuote la tifoseria genoana, schierata a favore dei Grigi, che negli anni di distacco tra categorie ha mantenuto in vita un sincero gemellaggio tra vicini di casa. Non va dimenticato che i gruppi alessandrini furono i primi ad organizzarsi e ad accorrere in soccorso di Genova e degli abitanti della Val Bisagno dopo la tragedia di Ponte Morandi: generosità e cuore d’altri tempi.

Il Genoa ha celebrato l’Alessandria sui social con un complimento garbato dopo un’autentica impresa sportiva poiché il Padova, costruita con investimenti di alto livello, era favorito non già per vincere i play off, bensì per arrivare primo nel Girone B. Invece i Grigi, sotto la presidenza Di Masi, hanno costruito nel tempo e centrato il bersaglio grosso con un gruppo di buona qualità e un allenatore, mister Moreno Longo, di categoria superiore dopo aver salvato il Torino l’anno scorso e precedentemente condotto in Serie A il Frosinone. Magari la nuova Coppa Italia riavvicinerà le strade di Genoa e Alessandria le quali dopo il tremendo colpo al Ferraris del dicembre 2015 si sono incrociate solo per sporadiche amichevoli estive. I rapporti tra tifoserie, invece, non sono mai cambiati. L’Orso Grigio è in B, il Grifone sorride.

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