Al Genoa non servono i moduli: occorrono cuore, forza, volontà e motivazioni

Sono queste le caratteristiche che Ballardini deve infondere nei suoi giocatori

1934
Sirianni Preziosi
Vittorio Sirianni

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Ballardini pare diventato un mago dei numeri, una specie di Silvan del calcio! Gli esperti hanno detto che il tecnico ha cambiato nella partita col Sassuolo ben quattro moduli.

Onestamente, noi inesperti, abbiamo visto poco sul versante modulistico: infatti, abbiamo assistito a un primo tempo inguardabile dove i cosiddetti “moduli” sono saltati completamente. Solo nella ripresa abbiamo visto finalmente, non tanto i moduli (che ricordiamo, sono la cattiva coscienza dell’organizzazione di gioco), ma abbiamo visto solo giocatori che correvano, che davano l’anima, che volevano fare gol (anche se poi ci sono riusciti soltanto due volte). E’ bastato che Cambiaso e Kallon velocizzassero la loro manovra, che la squadra tutta iniziasse a fare un ossessivo pressing, che la difesa (senza Biraschi) tenesse il campo e tutti molto “alti”: con cuore, forza, volontà e motivazioni.

Insomma una vera squadra, ma senza tanti moduli, solo la forza e la volontà di ognuno di arrivare all’obiettivo. Dunque Ballardini veda di motivare di più i suoi, veda e chieda di avere giocatori sani e non infortunati per mesi, di lasciar perdere cambiamenti di cosiddetti moduli, ma chieda ai suoi di entrare in campo con la voglia di non prendere gol e di non costringere un portiere della Nazionale come Sirigu di subire brutte figure ! Curi meglio le caratteristiche di ciascuno dei suoi e finalmente fissi una formazione, senza tanti cambi che sembrano segno di confusione e basta.

All’uscita dal Ferraris, un tifoso cantava “Mexico e nuvole”, in onore del messicano Vasquez, autore del gol del pareggio ed è stato, guarda caso, uno dei migliori. E’ bastato che Ekuban trovasse per due volte la mira, anche se alla terza palla, la più facile, l’ha sbattuta alle stelle, per capire che potrebbe essere una buona punta, lasciando da parte Pandev, che povera anima, non può sostenere un’intera gara.

Insomma: ancora una volta è pensabile, che potenzialmente questa squadra si possa formare, ma bisogna rivedere parecchie cose e le deve verificare soltanto lui, il Balla che alla fine sembrava avesse vinto la Coppa dei Campioni. Circa il suo destino ha detto: «Non lo decido io, ma so bene quali sono le difficoltà».

Gli americani, presenti allo stadio, hanno avuto accanto a loro il professor Alberto Zangrillo, che potrebbe diventare il presidente del Genoa. Dicono che lui da bimbo andava al Righi da dove si vedevano le gare dei rossoblù.

Vedremo, certo se il simpatico professore verrà dalle nostre parti, dovremo (ahinoi) sorbirci per un anno le imitazioni del sampdoriano Maurizio Crozza che di Zangrillo ha fatto un suo cavallo di battaglia (pazienza!).

Certo gli americani cominciano a capire qualcosa di questo Genoa e della città di Genova. Tant’è vero (se è vero) che avrebbero preso contatti con Gattuso, nel caso la situazione tecnica rossoblù precipitasse.

Potrebbe essere l’inizio di una specie di “spoils system”? Lo sapremo dopo le quattro partite che attendono il Genoa: Torino, Spezia, Venezia ed Empoli.

Vittorio Sirianni

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.