Aguilera, magie ed eccessi: la tripletta al Bologna e una gara nonostante i domiciliari

La pennellata al Dall'Ara su assist di Branco è nella storia rossoblù

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Aguilera
Aguilera con la maglia del Genoa (Foto Wikipedia)

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L’edizione odierna de Il Fatto Quotidiano ripercorre la storia di Carlo Aguilera con la maglia del Genoa. Dalle magie in campo agli eccessi, dalla splendida tripletta al Dall’Ara agli arresti domiciliari. C’è tutto il Pato, genio e sregolatezza. Lo volle il Prof. Scoglio che lo andò a corteggiare fino a Montevideo, Landini lo soffiò alla concorrenza dell’Hellas Verona: segnò prima quindici e poi ventidue gol, fino a costituire una coppia da sogno con Skuhravy.

La carriera di Aguilera, però, mutò dopo l’amichevole Germania Ovest-Uruguay (3-3) disputata al Gottlieb-Daimler-Stadion di Stoccarda. Il Pato segnò di testa alla nazionale che avrebbe poi trionfato a Italia ’90 ma al ritorno a Genova lo aspettarono i Carabinieri: l’accusa fu di favoreggiamento della prostituzione. I genoani ironizzarono (“Doriane tranquilla, il Pato non canta“) mentre Spinelli fece il diavolo a quattro per ottenere un permesso di tre ore per consentirgli di giocare Genoa-Ascoli, scontro diretto per la salvezza. Il Grifo vinse 2-0, gol di Rotella e Ruotolo. Quella salvezza, ottenuta in un torneo a diciotto squadre con quattro retrocessioni, gettò le basi per l’incredibile squadra del 1990-1991.

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