16 marzo 1925: nasce Fosco Becattini

Sull'esordio del giocatore nel Genoa, in base alle fonti, ci sono dati solo apparentemente contrastanti. L'apparente contraddizione dipende probabilmente dai differenti criteri presi in considerazione

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L'esordio in rossoblù di becattini in Genoa-Juventus 1-0 del 10 novembre 1946 (Fota tratta da Arcuri e Pesce, "Genoa and Genova. Una Squadra, una Città, Cento Anni Insieme", Ggallery 1992)

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Vero uomo bandiera: 16 anni e 425 partite con il Grifone, giocatore del Genoa nato a Sestri Levante, feudo rossoblù che ha dato i natali anche a Bruno Baveni e Silvino Chiappara.

Sull’esordio di Fosco Becattini nel Genoa, in base alle fonti, ci sono dati solo apparentemente contrastanti. L’apparente contraddizione dipende probabilmente dai differenti criteri presi in considerazione.

In alcuni testi si cita genericamente il 1945, facendo probabilmente riferimento ad una partita amichevole, in altri si parla del 13 gennaio del 1946, in occasione di un incontro giocato dal Genoa a Bologna, nell’ambito del campionato 1945-1946, girone dell’Alta Italia. Se, invece, il criterio preso in esame è la partecipazione con il Genoa alla Campionato di Serie A, allora l’esordio dovrebbe risalire al 10 novembre del 1946, perlomeno stando a quanto affermato nel libro di Arcuri e Pesce, “Genoa and Genova. Una Squadra, una Città, Cento Anni Insieme”, Ggallery 1992 (vedere foto). Quel giorno il Genoa vinse uno a zero contro la Juve.

Alla fine di quella stagione, il “Grande Torino” vinse il suo quarto scudetto. Il Genoa, invece, in un girone unico a 20 squadre terminò decimo, a pari punti con Lazio, Inter e la neonata Sampdoria.

Di Becattini, soprannominato “palla di gomma” per le sue doti acrobatiche, le cronache registrano un gol, nel 1957, in trasferta contro la Juve, con un tiro da una settantina di metri. Di lui si registrano anche due partite amichevoli con la nazionale italiana, nel 1949.

La prima partita in azzurro, il 27 marzo del 1949, fu una vittoria per tre a uno contro la Spagna, nel Nuevo Estadio Chamartin (in seguito divenuto Santiago Bernabéu). La seconda partita, il 16 giugno del 1949, a due mesi dalla tragedia di Superga, fu un pareggio per uno a uno tra Ungheria e Italia, con una squadra azzurra che, oltre a Becattini, schierava Boniperti e Carapellese.

La carriera da calciatore di Becattini terminò nel 1961. Da allenatore sedette sulle panchine di Rapallo Ruentes, Albenga e Sestri Levante. Mancato nel 2016, Becattini è rimasto per sempre nel cuore del popolo rossoblù.

Massimo Prati: classe 1963, genovese e genoano, laureato alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Genova, con il massimo dei voti. Specializzazione in Scienze dell’Informazione e della Comunicazione Sociale e Interculturale.

Vive in Svizzera dal 2004, dove lavora come insegnante. Autore di un racconto, “Nella Tana del Nemico”, inserito nella raccolta dal titolo, “Sotto il Segno del Grifone”, pubblicata nel 2004 dalla casa editrice Fratelli Frilli; di un libro intitolato “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, edito nel 2017 dalla Nuova Editrice Genovese; di un lavoro sulla storia del calcio intitolato “Gli Svizzeri Pionieri del Football Italiano”, Urbone Publishing, 2019; di una ricerca storica dal titolo “Rivoluzione Inglese. Paradigma della Modernità”, Mimesis Edizioni, 2020; della seconda edizione de “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, Urbone Publishing, 2020. Infine, coautore, con Emmanuel Bonato, del libro di didattica della lingua italiana, “Imbarco Immediato”, Fanalex Publishing, Ginevra, 2021.

È anche autore di numerosi articoli, di carattere sportivo, storico o culturale, pubblicati su differenti blog, siti, riviste e giornali. Collabora con “Pianetagenoa1893” e “GliEroidelCalcio”.

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