Ferrari, il “maestro” della difesa, baluardo verso l’Europa

Grazie ai suoi consigli, ascoltati dai compagni più giovani, il Genoa ha la terza difesa meno perforata del campionato. E ringrazia Gasperini: «Sono molto più aggressivo di quanto non fossi stato in precedenza»

26
Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Il Genoa targato Gasperini con dieci giornate d’anticipo ha ottenuto gli stessi punti con i quali aveva chiuso lo scorso campionato. Non solo, ma la difesa rossoblu è la terza meno battuta della massima serie. Numeri e dati che impreziosiscono questa stagione del grifone ancora in lizza per un posto in Champions League. Matteo Ferrari leader della difesa, tornerà in campo contro l’Udinese dopo aver scontato un turno di squalifica. «Sappiamo che la squadra friulana – commenta l’ex giocatore della Roma – è un’ottima compagine, sappiamo però che per quello che ci riguarda sarà importante tornare a vincere al Ferraris, bottino pieno che ci manca da alcune gare. In attacco è inutile negare che i nostri avversari sono assai temibili oltre ad esprimere un bel gioco, credo che anche loro dovranno temere i nostri attaccanti». Il difensore rossoblu, che è sempre stato il primo a spiegare che si doveva credere al quarto posto, analizza così la fine del campionato: «Siamo in un momento dove dobbiamo pensare positivo ed arrivare a possedere quella mentalità giusta, da grande squadra. Siamo ancora in lizza per il quarto posto assai meritatamente considerando che siamo in queste posizioni di vertice da inizio campionato. Segno che la squadra ha le giuste potenzialità per arrivare a certi traguardi che per questa società sarebbero storici. Sarà importante ragionare gara dopo gara senza farci prendere troppo dalla paura e dall’ansia del risultato, tenendo la testa sgombra».

Terza difesa meno battuta, nonostante siano cambiati tutti gli elementi rispetto alla scorsa stagione, pur mantenendo la stessa fisionomia di gioco. «Non voglio prendermi meriti che non mi spettano – sottolinea Matteo Ferrari – però se una squadra subisce poche reti è merito di tutta la squadra a partire dagli attaccanti. Noi difensori sappiamo però che se riusciamo a non subire gol, i nostri attaccanti poi sono in grado di segnare almeno una rete a partita». A Cagliari, al termine della gara, Bocchetti e compagni hanno indicato Ferrari come il maestro, quello che insegna loro movimenti ed anticipi, «sono stato molto contento delle parole dei miei compagni – confida il difensore rossoblu – ed è normale che porti insegnamenti ai più giovani, così com’è stato fatto con me quando ero agli inizi. Quello che mi riempie d’orgoglio è vedere i giovani che ascoltano i suggerimenti. Comunque anche il sottoscritto è cambiato molto nel suo modo di giocare perché con Gasperini sono molto più aggressivo di quanto non fossi stato in precedenza». La Roma è sotto di due punti, insomma una piccola rivincita al momento sui giallorossi, ma l’ex di turno smentisce ed aggiunge: «La Roma, voglio chiarirlo una volta per tutti non mi ha scaricato, visto che mi aveva offerto un contratto di quattro anni, ma personalmente avevo deciso di accettare questa scommessa e fino a questo momento mi è andata davvero molto bene. Con il presidente Enrico Preziosi, che conoscevo già prima di arrivare al Genoa, mi trovo molto bene e sono convinto che se raggiungeremo traguardi importanti, visto il suo entusiasmo da innamorato del calcio, investirà ancora tanto per il Genoa». Non solo con società e compagni Ferrari, infatti conferma di trovarsi anche molto bene a Genova: «Con mia moglie stiamo vivendo un momento molto felice con la nascita del nostro bambino che ci impegna molto e siamo contenti di essere in una città con un clima perfetto dove la gente ci vuole tanto bene». Per chiudere un appello a tutti i tifosi: «In questo momento abbiamo bisogno di tutti e per noi giocare vedere lo stadio pieno, come succede spesso, ci regala un entusiasmo incredibile». Insomma oltre a Milito, Motta, anche la scommessa Ferrari è stata vinta dal presidente Enrico Preziosi che ha creato un’ossatura davvero importante per il futuro del Genoa che tutti si augurano possa parlare europeo.

Fulvio Banchero

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.