Genoa all’Olimpico per interrompere la serie di sconfitte (13) e vendicare l’allucinante gara della scorsa stagione

E' ancora vivo il ricordo per il clamoroso rigore negato a Pandev che avrebbe potuto dare il pareggio alla squadra allenata allora da Prandelli. Il Genoa non vince in casa della Roma dal 1990 (1-0 gol di Aguilera ma si giocò al Flaminio)

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Marelli Florenzi Pandev Pandev-Florenzi
La spinta di Florenzi su Pandev
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Il neo allenatore del Genoa Aurelio Andreazzoli domenica sera sarà chiamato a cercare di realizzare ciò che tutti i suoi recenti predecessori sulla panchina rossoblù (Gasperini, Ballardini, Marino, Juric e Prandelli) non sono riusciti a fare: uscire indenne dall’Olimpico giallorosso. Chissà se sarà proprio il tecnico massese, che è stato anche alla guida della Roma nella stagione 2012-2013, a riuscire nell’impresa?

Lo stadio capitolino versione giallorossa, infatti, è un vero e proprio tabù per il Genoa. Il Grifone infatti viene sconfitto da ben tredici partite: le dodici giocate dal ritorno del Genoa in serie A (2007/08) e quella della stagione 1994/95. I precedenti, inevitabilmente, pendono nettamente in favore dei romanisti visto che il bilancio complessivo dei 52 incontri giocati in A tra le due squadre è di 39 vittorie della Roma, 6 pareggi e 7 vittorie del Genoa (l’ultima nel 1990 allo stadio Flaminio), 105 a 30 il computo delle reti a favore dei padroni di casa. A questi precedenti bisogna aggiungere anche un match di serie B vittorioso nel 1951 e cinque incontri di Coppa Italia (4 vittorie romaniste e una genoana).

L’ultimo precedente risale al 16 dicembre 2018 (16a giornata): il Genoa di Prandelli affronta un Roma in crisi con il tecnico Di Francesco ad un passo dall’esonero. Il Grifone esce sconfitto e furioso con l’arbitro Di Bello per una serie di decisioni che incidono sul risultato. L’episodio più clamoroso nei minuti di recupero: Pandev viene vistosamente spinto da Florenzi mentre si accinge a colpire di testa un cross proveniente dalla sinistra. Né l’arbitro né il Var ravvisano gli estremi per un sacrosanto rigore che avrebbe potuto dare il meritato pareggio al Genoa. La squadra rossoblù infatti gioca un’ottima partita: Piatek la porta avanti al 17′ sfruttando un’indecisione di Olsen su tiro di Hiljemark, Fazio pareggia al 31′ ma due minuti dopo proprio Hiljemark riporta avanti il Genoa. In conclusione di tempo però Justin Kluivert in contropiede sigla il 2-2. Il Genoa segna con Lazovic il 2-3 ma il Var, dopo 4 lunghissimi minuti, annulla per un millimetrico fuorigioco di rientro di Piatek 15 secondi prima del tiro vincente. Pochi minuti dopo (59′) Cristante dopo una bella triangolazione al limite dell’area segna il gol decisivo per i padroni di casa. (CLICCA QUI PER VEDERE LE IMMAGINI)

Il penultimo precedente risale al 18 aprile 2018 (33a giornata): 2-1 il punteggio finale. Il Genoa, guidato da Ballardini, subisce l’1-0 ad opera di Under al 17′, gioca discretamente ma un’autorete di Zukanovic al 52′ (incredibile colpo di testa nell’angolino basso) chiude i conti. Lapadula al 61′ riapre il match ma nel finale Pepito Rossi e Medeiros sprecano le occasioni per il pareggio.

Il match giocato il 28 maggio 2017 (ultima giornata) viene ricordato soprattutto per l’addio al calcio giocato di Francesco Totti. La Roma vinse per 3-2 consolidando il secondo posto in classifica (vantaggio lampo genoano con Pellegri al 3’, sorpasso Roma con Dzeko al 10’ e De Rossi al 74’, nuovo pareggio rossoblu con Lazovic al 79’, gol decisivo dell’ex Perotti al 90’). Fu una sconfitta indolore per il Genoa dello Juric-bis con la salvezza già conquistata da una settimana.

La partita del 20 dicembre 2015 (17a giornata) vedeva di fronte due squadre in crisi e reduci da due clamorose eliminazioni negli ottavi di finale di Coppa Italia: il Genoa di Gasperini per mano dell’Alessandria e la Roma per opera dello Spezia. Il 2-0 finale per i giallorossi, allenati allora da Garcia e maturato nei minuti finali dei due tempi (Florenzi al 42’ su involontario assist di Munoz e il diciottenne Sadiq all’89’ alla prima rete in A), premiava oltre misura i padroni di casa al cospetto di uno stadio semideserto (appena 15 mila spettatori con la Curva Sud assente).

Stesso identico risultato anche nella partita della stagione precedente (3 maggio 2015): una vittoria però immeritata perché il Genoa creò diversi pericoli alla porta di De Sanctis. Tuttavia i gol di Doumbia al 34’ (ma che errore di Roncaglia!) e del solito Florenzi al 92’ con una irresistibile azione personale di contropiede, lasciarono il Grifone a mani vuote. Ancor peggio andò l’11 gennaio 2014 con un pesante rovescio (0-4) con reti ancora di Florenzi al 25’, Totti al 30’, Maicon al 43’ e Benatia al 52’: partita macchiata anche dal “giallo” dell’espulsione di Matuzalem. Il brasiliano al 53’ uscendo dal campo venne espulso per aver risposto, da ex laziale, agli insulti della Curva Sud: prima, durante o dopo la sostituzione con Cofie nel frattempo entrato in campo? L’arbitro Calvarese decise di non autorizzare il cambio e il Genoa così giocò in 10 gli ultimi 35 minuti. Ci sarebbero stati forse gli estremi per un ricorso del Genoa per errore tecnico dell’arbitro ma la società decise di soprassedere.

Ballardini espulso. Polemiche anche nella stagione precedente con la Roma vittoriosa 3-1 il 3 marzo 2013 (Totti su rigore al 16’, pareggio genoano di Borriello sempre dal dischetto al 42’ e nella ripresa gol di Romagnoli al 58’ e Perrotta all’89’): tante azioni genoane sprecate, un clamoroso errore difensivo sul secondo gol, i dubbi sul rigore concesso alla Roma e le espulsioni di Kucka sul 2-1 e di mister Ballardini allontanato per “eccesso di fair play” (mentre chiedeva ai propri giocatori di buttare fuori la palla per poter soccorrere un avversario!).

Il 19 marzo 2012, con Marino in panchina, la partita finì 1-0 con gol decisivo di Osvaldo dopo soli due minuti ma il Genoa sfiorò il pareggio con la traversa colpita da Palacio nella ripresa.

Sconfitta di misura anche il 16 ottobre 2010 con Gasperini in panchina: 2-1 per la Roma in un match contrassegnato dai legni colpiti da entrambe le squadre (goal di Borriello per la Roma al 34’, raddoppio giallorosso di Brighi al 53’ e rete dell’ungherese Rudolf, l’unica con la maglia rossoblu, al 79’).

Nette furono invece le sconfitte per 3-0 (Perrotta e doppietta di Toni) del 17 gennaio 2010 e dell’8 febbraio 2009 (Cicinho al 26’, Vucinic al 47’, Baptista al 93’) giocata dal Genoa in maglia a strisce bianco blu ma condizionata dalle ennesime espulsioni genoane (di Sculli e del mister Gasperini).

Amara fu invece la sconfitta patita il 5 aprile 2008. La Roma dopo aver segnato due gol in sedici minuti (Taddei e Vucinic) subì la rimonta rossoblu nella ripresa tra 58’ e il 59’ con Rossi e Leon. La sconfitta del Grifone venne decisa nel finale da Borriello che commise un fallo da rigore su De Rossi (trasformato dallo stesso romanista) e dall’arbitro Banti che “pilotò” la partita fischiando solo a favore dei giallorossi ed espellendo Gasperini.

Il 17 settembre 1994 finì invece 3-0 per i giallorossi di Mazzone con i gol di Balbo (8′ e 56′) e Fonseca all’89’.

In quella occasione Scoglio non riuscì a replicare l’impresa di mercoledì 17 gennaio 1990: 1-0 firmato da “Pato” Aguilera che, con un suo guizzo al 15’ in contropiede, siglò il gol della vittoria. Quella partita – che resta l’ultima vittoria del Genoa in casa della Roma – si disputò però allo stadio Flaminio, casa delle squadre romane nella stagione ’89-’90 a causa dei lavori di ristrutturazione dell’Olimpico in vista dei Mondiali del 1990.

Il primo incontro della storia del Genoa in casa della Roma fu invece quello del 15 dicembre 1929, giocato al campo Testaccio (2-0 giallorosso firmato Benatti e Chini) mentre la prima vittoria del Genoa è datata 15 gennaio 1933 sempre al Testaccio: 3-1 con vantaggio romanista di Volk all’8’ e rimonta genoana con l’argentino Juan Esposto al 10’, Valentino Sala al 52’ ed altro sigillo argentino con Guillermo Stabile “El Filtradòr” al 55’.

Lo stadio del Testaccio fu teatro anche della seconda affermazione rossoblu del 9 gennaio 1938 (3-1 con reti di Arcari al 44’, Barsanti al 62’e Bigogno al 76’ per il Genoa, di Michelini al 67’ per la Roma). Allo stadio Nazionale (oggi Flaminio) si sono registrate le vittorie dell’8 marzo 1942 (2-1, con reti di Bertoni al 46’, Ispiro al 57’ per il Grifone e Kriezu per la Roma al 78’: unica sconfitta casalinga per i futuri campioni d’Italia), del 18 aprile 1943 (3-2, vantaggio giallorosso con Pantò al 10’, poi tre reti del Genoa con Sotgiu al 20’, Trevisan su rigore al 52’, Conti all’89’ e gol finale romanista di Andreoli all’89’), del 25 maggio 1947 (goal decisivo dell’argentino Josè Macrì al 75’, unica rete in maglia rossoblu) e quella del 4 novembre 1951 in Serie B (2-1, con reti di Galli per i capitolini e dei centrocampisti Bruno Gremese e Silvano Pravisano per il Grifone). La vittoria del 18 marzo 1951 (rete vincente di Nilsson al 60’) fu giocata invece sul campo neutro de L’Aquila.

L’ultima volta che il Genoa riuscì ad uscire indenne dallo stadio Olimpico fu sempre con Scoglio in panchina: il 9 gennaio 1994 la partita finì 1-1 con vantaggio genoano di Skuhravy al 39’ e pareggio di Cappioli al 62′.

Francesco Patrone

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