Piove sul bagnato per il Genoa, tra espulsioni e il crociato

Oltre al risultato, che di per sé brucia, sono varie note negative ad allarmare il Grifone in vista delle prossime settimane

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Ivan Juric (Foto Tullio M. Puglia/Getty Images)
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La rima nel titolo, voluta, non conferisca a questo pezzo un qualche aspetto sereno e giocondo. Lungi dall’esserlo, non solo è arrivata una sconfitta ma pure tanti, troppi, segnali nebulosi in vista del futuro. Quando quell’indicibile sensazione che tutto vada male viene maldestramente accompagnata da qualche strana coincidenza, allora ecco che l’animo ne esce turbato. Psicologia, non psicologia, in ogni caso il Genoa va in trasferta al Friuli e ne esce fortemente ridimensionato. Una débâcle di dimensioni forti fa da sfondo ad una settimana che si preannuncia rovente: gli infortuni di Biraschi e Lapadula produrranno un consistente interesse dalle news trapelanti dall’infermeria, nella speranza che per il numero 10 non siano confermate le diagnosi correnti (parlano di rottura del crociato…). Vedere il numero 14 uscire in lacrime è un’altra di quelle cartoline di un pomeriggio da dimenticare. L’ennesimo pomeriggio, che rimanda immediatamente la testa a quando un flop della Dacia Arena costò la partita a Mandorlini.

Il problema, adesso, è che tutti i creditori si mostrano più insistentemente una volta diffusesi voci circa una precaria solvibilità del creditore. In sintesi, i tuoi nemici aspettano di vederti traballare per assestarti il colpo di grazia. Succede, e succederà pure ad Ivan Juric in una settimana resa caldissima dalla mancata convocazione di Luca Rigoni con tanto di esigenza di difendere le proprie scelte. Tutto va male, a Juric si imputa l’aver scelto una trequarti sbagliata in confronto ad una mediana che fa acqua, con Taarabt in crescita (unica buona notizia della giornata) e un Pandev comme ci comme ça. Vedremo all’opera Galabinov, unica punta di uno schieramento che necessita della sua rabbia agonistica come pane: non dimentichiamo che lo scorso anno aspettavamo Pavoletti e trovammo, quasi per caso, l’esplosione di Simeone. Allo stesso modo questo potrebbe esser l’anno di un bulgaro che a 28 anni gioca in Serie A per la prima volta nella sua carriera.

Preoccupa l’attacco, perché in tre partite non c’è stato un gol vero e proprio: contro il Sassuolo tanto equilibrio e una buona performance, ma a conti fatti solo la traversa di Biraschi. Contro la Juventus tutto in 10′, autorete di Pjanic e rigore di Galabinov, ma poi nulla più fino al ribaltamento della posta in palio. Oggi infine, dulcis in fundo, il momentum orribile della situazione: sconfitta, partita in cui è stata subita la foga avversaria, partita della quale c’è ben poco da dire. L’espulsione di Bertolacci c’era o non c’era? Il Var è stato utilizzato correttamente? La punizione dalla quale è scaturito il gol di Jankto andava concessa? Tutte domande inutili: nella pioggia friulana, è piovuto pure sul bagnato…

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