Lino Marmorato – Tornato il pallone in campo

L'opinione sul Genoa del giornalista di Radio Nostalgia

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Finito il tempo del mercato, con i prezzi esagerati, spropositati, terminata la lunga pausa per la nazionale di Ventura dove ci è stato solamente un trasloco di panchina e nessun calcio “libidine” è  tornato  il pallone e dopo tre giornate il campionato ha  raccontato che solo il lavoro fatto sul campo, gli insegnamenti dei tecnici farà  la differenza e non le chiacchiere o le prime pagine sui giornali.

La Milano orientale continua a mangiare con le bacchette cinesi….l’arrosto di maiale. Montella è già in picchiata con l’aeroplanino,  per il gioco come è successo a chi lo ha preceduto occorre Mago Silvan. Le idee del tecnico ci sono ma la personalità è difficile da agguantare. Iachini il tecnico dell’Udinese con due terzini offensivi, due punte e un trequartista senza fare catenaccio ha mandato all’aria il Diavolo.

Il Pescara gioca bene e meglio, l’Inter non è in grado di farlo ma vince. Il pallone è un peso per i calciatori interisti. Vincono i giocatori, giocando solo gli ultimi dieci minuti non il tecnico: poco calcio olandese.

La Roma è sempre Totti dipendente specialmente se perde e negli ultimi minuti di partita. La panchina e i cambi hanno fatto la differenza tra Spalletti e Giampaolo. Giacomelli l’arbitro troppo vicino e unico rispetto agli assistenti e tutte le telecamere all’azione per prendere la “cantonata” sul rigore. Se non c’è il tocco è da fargli appendere il fischietto al chiodo.

Hart e la sua prima papera italiana permettono all’Atalanta di prendere 3 punti, giusti. Gasperini è meglio tatticamente di Mihajlovic. Gaspe mette in campo la difesa a 4 , fa pace con Pinilla e Sportiello, lascia in panca Paloschi.

Il figlio di Di Francesco regala la vittoria al Bologna perché il Cagliari in trasferta è troppo riflessivo, pauroso e si sveglia troppo tardi.

Chievo-Lazio, noia, pareggio da ultima giornata di campionato.

Juventus e Napoli ancora da rodare fuori concorso. Napoli tira, segna, prende meno gol rispetto quando tutti vivevano compreso l’allenatore all’ombra di Higuain.

Primi tre punti per l’Empoli. Crotone ancora al palo solo lo Scida potrà salvarlo. Anche l’Empoli di Martusciello rischia se dal cilindro toscano non usciranno altri giovani.

Genoa. Ancora qualche giornata e tutti si accorgeranno dello Jurismo applicato. Juric predica un calcio offensivo, ma estremamente organizzato, inzuppato di concetti presi da tutti i fronti ma molto personalizzato. Nel suo calcio ci sono le basi del calcio: movimento, rapidità e carattere.

Quando gli è stata affidata la panchina del Genoa, grazie al lavoro con la “struttura” anche prima del calcio mercato, sapeva perfettamente a che gioco giocare e quali calciatori da far diventare giocatori (“tutti calciano il pallone con i piedi, pochi diventano giocatori applicando il cervello ai piedi”, Gianni Brera) per farlo riuscire meglio e giocarlo più facilmente.

Guardando gli allenamenti Juric sembra un giardiniere che conosce le sue piante e fiori da crescere o un cuoco pronto ad esaltare gli ingredienti con il peperoncino al posto giusto. Contro la Fiorentina, Orban su Ilicic, Rincon su Valero , Veloso e Rigoni un triangolo… del Ferraris  dove sono affondati i centrocampisti di peso e di struttura mandati in campo da Sousa.

Ancora in molti non c’è la coscienza di vivere attualmente in un privilegio. Tanti troppi “maniman” non solo tra i tifosi. Dopo le due vittorie con Cagliari e Crotone tutto facile perché erano due squadre retrocesse, dopo i 30’ quasi di buon gioco con la Fiorentina, il test sarà il Sassuolo. Se sarà positivo perché gli emiliani giocheranno 6 partite in venti giorni.

Juric è alla ricerca delle mosse tattiche per cercare di creare la squadra perfetta, anche se ogni gara giocata in questi due mesi sembra uguale alla precedente considerati anche i pochi cambi di formazione, sempre con  qualche passo in avanti. I suoi moduli non sono mai determinati dal passato calcistico dei calciatori.

Più presenza agli allenamenti di Juric, oggi porte aperte alle 15, per capire meglio il lavoro del Pirata prima di giudicarlo in tutti i salotti di fine partita, sarà il pallone l’unico giudice insindacabile delle speranze rosso blu.

Ancora polemiche per il tempo di attesa di Banti di domenica scorsa prima di sospendere definitivamente la partita. Tutti erano d’accordo e un calciatore rosso blu uscendo dal Ferraris ha detto: ”dopo un’ora e più dentro lo spogliatoio non sarebbe stata una partita regolare. Se avessimo perso per una scivolata o infortunio cosa si sarebbe detto a fine gara? Che siamo dei fessi a giocare su un campo simile”.

Al piccolo Leonardo Veloso l’augurio che renda felici mamma, papa e nonni, che la sua vita sia bellissima.

Lino Marmorato

TRATTO DA BUONCALCIOATUTTI

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