ESCLUSIVA PG – Perrone: “Genoa obbligato a vincere al debutto”

Il giornalista ligure: "Jurić sarebbe un ottimo vino toscano, corposo e di tradizione"

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Ivan Juric (Foto Genoa cfc)
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A undici giorni dal debutto in Coppa Italia, il Genoa sta ancora lavorando tra campo e dirigenza. Mister Jurić torchia i rossoblù a Bardonecchia mentre gli uomini mercato cercano di chiudere gli ultimi buchi in rosa. Pianetagenoa ha intervistato in esclusiva Roberto Perrone, storica firma ligure del Corriere della Sera.

Il debutto in Coppa Italia è, da sempre, un salto nel vuoto. La data è prossima, i calendari sono sempre più anticipati e gli intervalli di pausa più ridotti. Da quel che vedo, la squadra lavora da tanto tempo assieme in ritiro e quindi deduco che qualche equilibrio sia già stato trovato“.

La inquieta questa calma del calciomercato del Genoa? Finora sono stati acquistati dei giocatori che possono aiutare una squadra collaudata. Le formazioni che leggo denotano una certa continuità con il passato, però da qui alla fine del mese ci saranno delle cessioni. Il Genoa in questi anni ci ha abituato a una girandola di giocatori, specialmente in attacco dove i componenti cambiano in media ogni sei mesi. Non dimentichiamoci che a gennaio, nel peggior momento della stagione, è stato ceduto Perotti, il pezzo più pregiato“.

Cagliari e Crotone, le neopromosse nelle prime giornate. Che insidie possono nascondere? Il rischio è l’obbligo del risultato. Dal Genoa ci si aspetta almeno quattro punti contro due squadre che, sulla carta, dovrebbero lottare per non retrocedere. Se il vecchio Grifo non porterà a casa questo bottino, salirà la preoccupazione, il mugugno del pubblico e anche una tensione a livello di squadra che si sentirà più sotto pressione“.

La ciliegina sulla torta sarà la permanenza di Pavoletti e Rincón?Se rimanessero entrambi e con un paio di rinforzi, la squadra c’è. Rincón e Pavoletti sono sul mercato, entrambi hanno dato un apporto decisivo ai risultati recenti del Genoa. Ci avviamo verso il decennale del Grifone in Serie A, i rossoblù si sono sempre salvati con dignità, a parte l’anno drammatico dei quattro allenatori. Il vero problema è proprio cercare di tenere alcuni giocatori che diano un senso di appartenenza ai nuovi arrivati“.

Che tipo di vino sarebbe Ivan Jurić? Sicuramente un rosso corposo, un bel vino toscano, della zona di Bolgheri o un Sassicaia. Il tecnico è un personaggio stabile, sa quello che vuole e dà sensazioni particolari ai genoani. Direi che è anche un vino di tradizione perché in qualche modo proviene da un vitigno di grande spessore, quello gasperiniano“.

Alessandro Legnazzi

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