Gianluca Signorini: Enrico Ruggeri su Radio 24 ne racconta la parabola umana e professionale

La storia del capitano dei capitani del Genoa alle 15.30 ne "Il Falco e il Gabbiano". Ospiti in studio il compagno di squadra Fulvio Collovati e la figlia Benedetta Signorini

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Il calcio attira l’attenzione di milioni di appassionati che si emozionano e soffrono e gioiscono nel veder giocare la loro squadra del cuore, i loro idoli, i campioni internazionali. Ma nel calcio ci sono anche uomini che hanno fatto la differenza senza conquistare le copertine dei giornali di gossip. Giocatori che hanno dato il cuore per una squadra, hanno lavorato sodo, hanno sofferto e pianto per i colori di una maglia. Sono quei giocatori che la Curva non dimentica mai, anche quando il destino si mette in mezzo e cancella il lieto fine di una bella favola. Oggi alle 15.30 Enrico Ruggeri racconta a Il Falco e il Gabbiano su Radio 24 la storia di uno di questi giocatori. Un eroe sfortunato che per molti è diventato un simbolo di coraggio: Gianluca Signorini. A 14 anni di distanza dalla precoce tragica scomparsa dell’ex Capitano del Genoa, saranno in onda con Ruggeri il compagno di squadra Fulvio Collovati e la figlia Benedetta Signorini.

Capitano del Genoa negli anni in cui la squadra rossoblù è riuscita a raggiungere uno storico quarto posto in campionato che gli è valsa la qualificazione in Coppa Uefa e che l’anno successivo, nel 1992, ha esaltato il “popolo” genoano con la vittoria sul Liverpool all’Anfield raggiungendo le semifinali del torneo, Gianluca Signorini chiude la sua carriera di calciatore nel Pisa, con un ultimo gol segnato di testa in casa del Torino il 20 aprile ’96.
Finita, appunto, la carriera di calciatore, c’è da pensare al futuro. Bisogna fare il supercorso di Coverciano e diventare allenatore. Ma un paio di anni dopo il ritiro, nel 1998, arrivano i primi segnali di qualcosa di imprevisto e tragico allo stesso momento. Le gambe cedono, le parole non escono più dalla bocca come dovrebbero. La sentenza è senza possibilità di appello: Morbo di Lou Gehrig. Noi lo conosciamo come Sindrome Laterale Amiotrofica, SLA.

Una malattia, la SLA, che negli anni ha colpito molti calciatori oltre a Signorini. Borgonovo, Lombardi, Nanni, Minghelli, Rognoni, Soldan: un triste elenco che ha fatto sorgere alcuni dubbi sui possibili legami tra il calcio e questa malattia. Forse per i microtraumi che il pallone provoca per tutta la carriera, forse per qualche iniezione di troppo. Non ci sono dichiarazioni definitive al riguardo, quello che purtroppo rimane come assoluto e inconfutabile è che questa malattia che blocca la mobilità degli arti e la parola, non lascia scampo a nessuno.

È il 6 Novembre 2002 quando, dopo circa quattro anni di sofferenza, Gianluca Signorini muore a soli 42 anni lasciando la moglie Antonella e quattro figli. Nel maggio del 2001 è stata organizzata per lui una grande festa a Marassi. Una partita con tutti i suoi amici, i dirigenti gli allenatori di tutte le squadre in cui a giocato. E poi sugli spalti il suo popolo, quello che non lo ha mai contestato, quello che lo ha sempre applaudito, quello della curva dove tante volte Signorini è andato ad esultare.

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