Federsupporter: il campionato di calcio, quali alternative?

L'opinione del presidente Alfredo Parisi

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Alfredo Parisi, presidente di Federsupporter

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Le recenti dichiarazioni del Presidente del CONI Giovanni Malagò nell’intervista rilasciata a “La Stampa” (19 aprile, di Paolo Brusorio) ha, ulteriormente, acceso una serie di dibattiti, dichiarazioni controdichiarazioni, che coinvolgono organi di stampa e radio e tv, avvocati, opinionisti, rappresentanti dei Club, tifosi, in una dialettica che, sempre più spesso, travalica i confini, quantomeno del bon ton.

Queste le parole che hanno suscitato tanto scalpore: “I presidenti federali mi hanno detto che avrebbero interrotto, è nei loro diritti. Sono il primo a riconoscere la specificità del calcio e il diritto/dovere di cercare ogni strada per chiudere la stagione. Ma non hanno mai pensato a un’alternativa. Ha presente chi è Catia Pedrini? Ha detto che non potrà più permettersi l’ingaggio di Zaytsev dopo questa crisi e che per salvaguardare la società, parliamo di uno dei capisaldi della pallavolo, è disposta a lasciarlo andare nella prossima stagione. Invece di pensare al campionato o alle coppe, pensa a mettere in sicurezza il futuro. Perché il vero problema non è l’oggi ma il domani”.

E alla domanda “Non assegnare gli scudetti sarebbe un gesto etico importante?”

Il Presidente Malagò risponde “Non mi permetto di parlare di etica. Ma è palese il bisogno di lasciare un segnale, è un sentimento molto diffuso tra la gente.”

Come semplice appassionato di calcio, da tempo, troppo tempo (la mia prima partita, da bambino, allo Stadio Torino è stata Lazio – Spal- 4 a 1- con goal di un famoso calciatore turco della Lazio, il gigante Sukru), ciò che “disturba” è la continua chiamata in causa dei tifosi per giustificare qualsiasi decisione della FIGC: il “tifoso non può essere deluso”, “deve essere tutelato” .. etc…!

Personalmente, questo sport che condizionava e condizionerà la nostra quotidianità, non può non trovare soluzioni su basi equitative: sia sul piano della salvaguardia della salute di tutti coloro coinvolti nelle gare (atleti, tecnici, dipendenti, arbitri, medici), sia sul piano giuslavoristico, sia, soprattutto, sul piano della lealtà sportiva.

Tanto premesso, anche per il rispetto dovuto alle altre Federazioni Sportive Nazionali, credo che la soluzione più corretta da parte della FIGC sia la non assegnazione dello scudetto, accompagnata dal blocco delle retrocessioni e dall’approdo in Serie A delle prime due Società della Serie cadetta.

Ciò permetterebbe di fotografare la realtà sportiva dei campionati alla data di sospensione, per cause di forza maggiore.

La prossima stagione 2020/2021 vedrebbe così un campionato di Serie A a 22 squadre con 4 retrocessioni in modo da riposizionare la stagione 2021/2022 su n. 20 club partecipanti alla Serie A.

In tal modo si potrebbe anche portare a termine la parte finale della Coppa Italia.

Resta inteso che tale soluzione, come qualunque altra, dovrà prevedere una rivisitazione degli aspetti contrattuali dei dipendenti tutti dei Club e dei rapporti con i broadcaster per i diritti TV, attuali e futuri, oltrechè con i tifosi per il rimborso degli abbonamenti non potuti usufruire per le 12 gare non disputate, rimborso, peraltro, che sarebbe dovuto anche in caso di proseguimento del campionato a porte chiuse.

Credo che una simile soluzione, che richiede il sacrificio di tutti i componenti la filiera del calcio, possa avere per il “circo” del sistema calcio un ritorno di immagine, di serietà e di rispetto per gli interessi sociali del Paese.

Dopo questa crisi epidemica e le sue conseguenze sociali, economiche e finanziarie, oltreché esistenziali, con la rivisitazione dei rapporti sia interpersonali sia collettivi, lo sport, ed il calcio in particolare non potrà essere più come prima.

Questa volta, contrariamente alla triste frase del Principe di Salina, ne “Il Gattopardo”, “Se vogliamo che tutto (NON) rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.

Alfredo Parisi

Presidente Federsupporter

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