Storia di Tanković e del motivo per cui il Genoa l’ha scelto

Arriva dall'Hammarby per far dimenticare Hallenius. E per tornare nel grande calcio

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Tankovic Genoa
Muamer Tankovic (foto presa dal profilo Twitter dell'Hammarby)
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«Pensavo che all’AZ Alkmaar sarei esploso, che avrei vinto il Pallone d’oro, ma Dio ha un piano per tutti noi. Il primo anno è stato fantastico, poi è cambiato tecnico e sono finito in panchina, infine in tribuna». La storia di Muamer Tanković e del prossimo approdo a Genova parte dalla disillusione. Disillusione che il 24enne trequartista svedese vissuto a Tingstad, nato a Hageby e svezzato dall’IFK Norrköping, sembrava inizialmente non conoscere. Fu definito senza mezzi termini un talento, un predestinato, prossimo al debutto in Allsvenskan con la maglia del Peking.

Ancor prima di compiere 16 anni, malgrado non avesse mai realmente debuttato col Norrköping, Tanković aveva già davanti una ricca offerta dal Fulham. Era il 2011 e il tecnico dei Cottagers, Martin Jol, lo volle a tutti i costi dopo aver visto una sua doppietta in una gara di U16 contro il Galles. Presto Muamer debuttò con l’Under 21 poi e, nel gennaio 2014, in prima squadra: curiosamente sostituì all’87 il connazionale Alexander Kačaniklić, con cui si sarebbe ritrovato all’Hammarby. Quando però s’insediò sulla panchina del Fulham il tedesco Felix Magath, ed era il 15 febbraio 2014, a Tanković fu comunicato di non rientrare più nel progetto. Scaduto il suo contratto a fine primavera, si accasò all’AZ Alkmaar ma patì il trasferimento: a tratti indolente e ozioso, non riusciva a incidere nemmeno servendosi dell’allenatore Marco van Basten e dei connazionali Viktor Elm, Denni Avdić e Mattias Johansson.

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Muamer Tankovic (foto profilo Twitter dell’Hammarby)

Dopo tre stagioni di lento declino, nel 2017, Tanković scelse di rientrare in Svezia con una dovuta precisazione: «Non è un segreto, quando sono andato all’Hammarby ho detto che il mio obiettivo sarebbe stato di tornare in Europa». Scommessa vinta, 7 reti e 5 assists in Allsvenskan 2018, 14 reti e 8 assists in Allsvenskan 2019. Un rendimento al rialzo, la convocazione in nazionale arrivata dal ct Janne Andersson, gli elogi dall’ex allenatore – oggi commentatore – Alexander Axén: «Ha avuto una buona crescita, ha guidato l’Hammarby e s’è distinto pure in difesa, cosa per cui non ha ricevuto abbastanza elogi. Secondo me il terzino sinistro dell’Hammarby è il più debole della squadra, quindi non solo lui l’ha aiutato ma ha pure segnato molto».

Tornare in Svezia è stato un passo indietro necessario, ma preventivato per tornare nel grande calcio. Lo stesso grande calcio che Tanković sedusse agli esordi, con Inter, Juventus, Chelsea e Liverpool sulle sue tracce. Scomodarono paragoni con Rooney e Berbatov, gli dedicarono il soprannome ‘The Tank’, che in inglese indica il carrarmato. Al Genoa il compito di trarre il meglio da Muamer, o ‘Mojo’, come tutti lo chiamano in Svezia. Con un consiglio del diretto interessato: «Sono arrivato a giocare ai margini del campo, vado bene anche lì, ma se vuoi un Tanković al 110% allora devo giocare al centro». Nuovo Perotti o nuovo Hallenius, il passo è dannatamente breve.

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