Chievo a rischio retrocessione, la Procura Figc chiede 15 punti di penalità

La Procura ha chiesto 15 punti di penalizzazione per il Chievo da scontare nel campionato 2017-18 nel processo sportivo per plusvalenze fittizie

606
Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Aria di tempesta in quel di Verona, con la società clivense indagata, assieme al Cesena prossimo al fallimento, per plusvalenze fittizie. Secondo la ricostruzione della Procura i cartellini di ben trenta giocatori, coinvolti in quindici diverse operazioni, sarebbero stati gonfiati per un valore di circa il 9000% rispetto al prezzo reale. Secondo quanto scritto tra le righe de “La Gazzetta dello Sport” il club di Luca Campedelli (per il quale sono stati richiesti 36 mesi di inibizione) adesso rischia di precipitare nel baratro della Serie B, visto che la Figc è pronta a presentare una richiesta di 15 punti di penalizzazione da scontare nella stagione 2017/18, garantendo in questo modo il ripescaggio del retrocesso Crotone. Stessa pena toccherebbe poi al Cesena, che così facendo lascerebbe posto libero all’Entella. Quest’ultima, assieme a Palermo e Crotone, sono state riconosciute come parti interessate del processo che ora sta avendo luogo a Roma al Tribunale federale nazionale della Figc presieduto da Roberto Proietti, il quale avrà l’arduo compito di giudicare i due club incriminati.

 

Immediata la reazione del presidente del Chievo Verona, Luca Campedelli, che ha così risposto alle accuse mosse dalla Procura: “Mi aspettavo una richiesta pesante da parte dalla Procura della Figc perché di solito quando si ha torto si fanno sempre richieste pesanti per suggestionare i tribunali. Più la richiesta è pesante e più è debole la proposta di deferimento”. Successivi poi i commenti del legale del club clivense, Marco De Luca riguardo ai 15 punti di penalizzazione: “È un deferimento fragilissimo che contiene errori marchiani anche nei numeri. Sono abbastanza fiducioso che gli errori commessi in sede procedurale vengano sanzionati anche duramente. La Procura si è rifiutata per due volte di ascoltare il presidente Campedelli e quindi l’improcedibilità’ sta nei fatti. È un deferimento completamente infondato e non possiamo non essere fiduciosi”

 

 

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.