Caos agenti: proroga al 31 dicembre per i non abilitati, insorgono i sindacati

Iafa e Aiacs annunciano in un comunicato congiunto azioni giudiziarie a tutela della categoria contro un provvedimento della Presidenza del Consiglio dei ministri che ha concesso una ulteriore deroga a chi non ha mai conseguito il "titolo abilitativo" necessario per l'esercizio della professione

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Dopo quasi 2 anni di regime transitorio, si era avviata alla piena applicazione la normativa professionale agenti sportivi varata dal legislatore italiano sul finire del 2017 per colmare un vuoto normativo e per porre rimedio – alla stregua di altri paesi – alle innumerevoli criticità ingenerate dalla assurda “deregulation Fifa 2015”, ma un provvedimento della Presidenza del Consiglio (a firma del Sottosegretario con delega allo sport – n.d.r.) datato 27 Giugno ne ha procrastinato i termini, concedendo di fatto una ulteriore deroga ai soggetti che non hanno mai conseguito il famoso “titolo abilitativo” necessario (ai sensi di svariati dispositivi normativi) per svolgere attività di intermediazione sportiva, una attività a forte connotazione economica, che necessita – anche secondo i giudici comunitari e la Commissione Europea – di filtri selettivi qualitativi all’accesso.

In attesa di verificare le preposte e delegate istituzioni sportive (Coni e Figc) in che termini e con quali modalità recepiranno il suddetto provvedimento governativo, i sindacati degli agenti calcistici professionisti (Iafa e Aiacs) per rassicurare la categoria in un momento in cui vige grande incertezza (visto che a partire dal 13 Giugno scorso centinaia di agenti abilitati si sono legittimamente iscritti al registro nazionale Coni), hanno reputato opportuno chiarire la propria posizione divulgando un comunicato. Ecco il testo.

«Con espresso riferimento alle notizie riportate in data 12 Luglio 2019 da alcun media specializzati in relazione al provvedimento di alta amministrazione (Dpcm 27 Giugno 2019) che proroga al 31/12/2019 i termini di piena applicazione della vigente normativa agenti sportivi, in qualità di sindacati degli agenti calcistici professionisti italiani, la Iafa e la Aiacs precisano quanto segue: stanti i molteplici ed evidenti profili di illegittimità ed anticostituzionalità del sopra citato provvedimento – in contrasto con varie norme di rango superiore varate dal legislatore nel pubblico interesse – le scriventi associazioni si riservano di attivare tutti i legittimi strumenti di tutela per la categoria, in ogni competente sede.

Al riguardo inoltre le stesse valuteranno le azioni da intraprendere per gli eventuali profili diffamatori scaturenti dalle dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa in data odierna da soggetti terzi».

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