Rivoluzione Mediapro in serie A: maxi spezzatino con otto fasce orarie

La proposta della società spagnola, approvata dalla Lega e ora sotto la lente dell'Antitrust, prevede partite dal sabato alle ore 15 sino al lunedì sera

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Genoa
Telecamera (Matthias Kern/Bongarts/Getty Images)

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Tempi duri per i tifosi. La proposta della spagnola Mediapro (oltre 1 miliardo di euro, approvata dall’assemblea dei club) per i diritti tv prevede per la prossima stagione un maxi-super spezzatino delle gare del campionato di serie A. Il tutto è però subordinato agli eventuali ricorsi giudiziari di Sky e alla decisione dell’Antitrust che dovrà esprimerla entro 45 giorni.

Il piano di Mediapro prevede otto finestre orarie: la Liga spagnola ne ha 10. E’ prevista al sabato una gara alle 15 (ora è sporadica), un’altra alle 18 e il posticipo delle 20.30. Domenica c’è sempre la partita del “pansotti time” alle 12.30. Si abbatte ulteriormente il pacchetto delle ore 15: saranno soltanto tre match. Altro giro e altra corsa alle 18 e alle 20.30. Gran finale con l’ultimo incontro del lunedì sera: c’è da immaginare che si giocherà anche a Pasqua, Natale, Capodanno ed Epifania. La Lega aveva già pensato a questa riforma con il nuovo bando. Secondo Corriere.it, da quando è stato introdotta la partita della domenica all’ora di pranzo l’ascolto medio è passato da 365 mila spettatori a 425 mila con un incremento totale, calcolato sulle 380 partite stagionali, di 23 milioni. In pratica, il calcio diventerà sempre di più uno spettacolo televisivo: si rischia però un possibile crollo degli spettatori negli stadi. Non solo: le gare delle 15 al sabato e al lunedì sera congestioneranno i già caotici sistemi viari delle nostre città. Ma evidentemente con la maxi cifra in ballo, tutto questo ai club interessa poco.

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