Rischia di svanire il sogno dei Blue Devils Wheelchair Hockey

La squadra genovese composta da ragazzi affetti da disabilità neuromuscolari potrebbe abbandonare il campionato di serie A

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E’ nata nel 1994, una storia lunghissima adesso i ragazzi dell’ASD Blue Devils Wheelchair Hockey rischiano di veder svanito il loro sogno di continuare l’avventura nel campionato di serie A. Sport e sociale, un binomio che non può scomparire. Sono una decina, provengono da tutta la Liguria, hanno un’età compresa tra i 13 e i 26 anni e sono tutti affetti da disabilità neuromuscolari. “Tra genitori e parenti – racconta Lorenzo Ottonelli, zio di Riccardo che fa parte della squadra – ci siamo organizzati per permettere a i ragazzi di partecipare a questo torneo prestigioso. Ma le spese per le trasferte sono importanti, giriamo tutto il Nord Italia e i costi sono davvero alti. Sarebbe fondamentale che le istituzioni potessero aiutarci: questa attività sportiva è troppo importante per questi ragazzi che meritano di poter continuare questo sogno”.

La pratica dell’hockey in carrozzina elettrica permette ad un sempre maggior numero di soggetti affetti da patologie neuromuscolari, anche se totalmente privi di mobilità e forza, impossibilitati a praticare qualsiasi disciplina sportiva, di fare sport. I Blue Devils Genova, nascono nel giugno del 1994. La loro fondazione si è creata grazie alle precedenti esperienze di gioco di alcuni giocatori. Non è stato facile iniziare, visti i vari problemi logistici ed organizzativi, ma con l’aiuto fisico e morale delle famiglie e con il sostegno della U.I.L.D.M. lo sviluppo della squadra è cresciuto rapidamente. L’anno seguente i Blue Devils si sono iscritti al primo campionato di wheelchair hockey senza ottenere grossi risultati sotto il punto di vista tecnico, ma aumentando le loro capacità organizzative grazie all’inserimento di nuove famiglie.

Nel 1997 nella squadra si contavano già 12 giocatori, fino a che, da una parte di essa venisse a formarsene una seconda. Negli anni successivi i diavoli blu aumentavano il loro livello di gioco fino ad arrivare al terzo posto nel campionato italiano (A1).

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