Le peripezie di un lavoratore che non può superare il “Check Point Fillak”

Cronaca della corsa a ostacoli che devono superare gli abitanti del quartiere genovese di Certosa per recarsi a Campasso dopo il crollo del ponte Morandi. Possono prendere anche l'autostrada: ma il pedaggio si paga

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Ponte Morandi

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Ottocento metri per raggiungere il luogo di lavoro: è questa la distanza che un abitante di Certosa (quartiere di Genova) dove percorrere per recarsi sul luogo di lavoro in zona Campasso (tra Certosa e Sampierdarena). Ma dopo il crollo del Ponte Morandi (viadotto sul Polcevera) tutto è cambiato perché per ragioni di sicurezza non si può superare il “Check Point Fillak”, il blocco attuato in via Fillak dalle forze dell’ordine.
Ora tutto è diverso, e chissà per quanto tempo ancora perdurerà lo “status quo”. I lavoratori devono affrontare un lungo giro: andare verso nord, passare per Borzoli, Sestri e tornare verso il Campasso passando da Cornigliano e Sampierdarena. Oppure, entrare in autostrada a Bolzaneto ed uscire a Genova Ovest e poi ritornare verso il Campasso. Gli ottocento metri diventano 16 chilometri, se si fruisce dell’autostrada.
L’aspetto indignante, però, è un altro: il tratto autostradale si paga!

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