Federsupporter: il dramma di Genova e “l’equità” della Lega di Serie A

Riceviamo e pubblichiamo l'opinione del presidente Alfredo Parisi sulla decisione di far disputare, ad eccezione delle gare di Genoa e Sampdoria, le gare della prima giornata di campionato

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Maurizio Genoa Genova Ponte Morandi
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Un dramma come quello che ha colpito 43 esseri umani (oltre ai numerosi altri feriti) e le loro famiglie non è stato percepito e vissuto dalle Istituzioni, statali e calcistiche, come sarebbe stato, non solo, opportuno, ma doveroso.

Ho atteso alcuni giorni prima di manifestare, sollecitato da numerosi soci, tifosi ed amici di Federsupporter, le considerazioni che seguono per cercare di prendere le distanze da dolori inimmaginabili di padri, madri, fratelli, sorelle, compagni; dolori individuali, prima ancora che collettivi, che nessuna parola, nessun comportamento, in nessuno spazio temporale, potranno essere leniti.

Il “teatrino” delle responsabilità ha, da subito, iniziato a muovere le sue marionette sullo sfondo di una mai troppo deprecata e deprecabile ossessione mediatica.

Ciò che, peraltro, mi ha maggiormente sorpreso è stato l’atteggiamento della Lega di Serie A (giustamente e sempre troppo tardi commissariata), che, attraverso le parole del suo Presidente, Gaetano Miccichè, ha spiegato le ragioni che l’hanno indotta a far disputare, comunque, le gare della prima giornata del campionato di Serie A, contro, invece, l’encomiabile decisione della Lega Pro che ha ritenuto di fermare le proprie gare.

Sono le motivazioni precisate dal Presidente della Lega di Serie A (cfr. La Gazzetta dello Sport del 18 agosto, pag. 15) che, senza alcun rispetto per la tragedia nella sua globalità e nei singoli drammi, sono state elencate, chiamando anche in causa la tutela di quegli interessi, da sempre ignorati dalle FIGC e dalle Leghe, se non addirittura calpestati, dei tifosi!

Udite, Udite: «Il rispetto… dei molti tifosi che si erano già mossi acquistando i biglietti e organizzando le trasferte..»; ma soprattutto, «il rispetto oltreché degli sponsor e delle televisioni detentrici dei diritti nazionali ed internazionali..».

Quindi, in sostanza, ciò che ha mosso la Lega di Serie A è il rispetto per i soldi, per il business, non per una tragedia, ripeto, collettiva e, soprattutto, individuale.

Una vergogna che, a mio parere deve restare indissolubilmente impressa nelle menti e nei cuori di chi crede nei valori dello sport e per essi vive.

Uno sport che non può e non deve piegare la testa, sempre, davanti alle logiche economiche.

E questa decisione, secondo il Presidente Miccichè, sarebbe stata la più equa”?

Una decisione che mette a confronto soldi vs sentimenti, business vs dolori, interessi vs morti.

Bene se tutto ciò, caro Presidente, è “equo” vuol dire che Lei ha perso il senso dei valori e della dignità degli esseri umani e, in particolare, di quello sport portatore di valori ben più importanti di quelli semplicemente economici.

Alfredo Parisi

Presidente Federsupporter

Riceviamo e pubblichiamo

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