Federsupporter, Figc: gli “oblii“ della gestione Tavecchio

I casi Ferrero e Lotito dimenticati dal presidente federale

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Carlo Tavecchio (Foto Getty Images)
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Del nostro ordinamento fa parte, per creazione giurisprudenziale, anche il così detto “diritto all’oblio”, e cioè il diritto che di un fatto vero, ma datato, non si debba più parlare.

Quanto sopra, però, come insegna la Cassazione (cfr. Sez.III Civile, sentenza n. 3679 del 9 aprile 1998), salvo che, per eventi sopravvenuti, il fatto precedente, recante pregiudizio alla reputazione di una persona, ritorni di attualità, integrando un nuovo interesse pubblico all’informazione del fatto stesso.

Ciò premesso, la gestione Tavecchio della FIGC sembra aver fatto ampio uso del sopra descritto diritto all’oblio, in particolare in due casi.

Il primo, concernente il Presidente della Sampdoria, Sig. Massimo Ferrero che ha patteggiato una sentenza di condanna alla pena detentiva di un anno e dieci mesi per il delitto di bancarotta fraudolenta.

In questo caso, il Presidente federale, Tavecchio, aveva chiesto alla Corte Federale d’Appello un parere (ai sensi dell’art. 31, comma 1, lettera d), del Codice di Giustizia Sportiva (CGS) della FIGC) circa la corretta interpretazione dell’art. 22 bis delle Norme Organizzative Interne Federali ( NOIF), ai fini dell’eventuale decadenza dalla carica di dirigente di società.

Tale parere (22 febbraio 2016) evidenziava come, essendo stato il Signor Ferrero condannato ad una pena detentiva superiore ad un anno, avrebbe dovuto essere dichiarato decaduto dalla carica di Presidente della Sampdoria.

Tutto chiaro, dunque? Neppure per sogno.

Tant’è che il signor Ferrero ha continuato e continua tranquillamente a ricoprire la carica di Presidente della Sampdoria.

L’altro caso è quello concernente l’azionista di maggioranza e Presidente del Consiglio di gestione della SS Lazio spa, nonché Consigliere e membro del Comitato di Presidenza della stessa FIGC, dr. Claudio Lotito.

Quella stessa persona, cioè, dalla quale, in sue recenti dichiarazioni, il Presidente Tavecchio ha negato recisamente di essere influenzato.

Quella stessa persona che è stata riconosciuta dalla Cassazione ( cfr. sentenza n.1857/2015), in via definitiva, con riferimento alla vicenda meglio nota come “ Calciopoli”, tenuta al risarcimento dei danni nei confronti della FIGC (che si era costituita parte civile), a seguito di reati di frode sportiva, sebbene dichiarati estinti per prescrizione in sede penale.

Federsupporter chiedeva formalmente alla FIGC (ottobre 2015) di conoscere le determinazioni adottate dalla stessa FIGC per l’esercizio del diritto al risarcimento dei danni.

Ma, anche in questo caso, veniva accertato ( cfr. sentenza TAR Lazio 4 aprile 2016) che la FIGC non aveva esercitato alcuna azione che avrebbe comportato la decadenza del dr. Lotito dalle cariche federali ricoperte.

E’ evidente come, anche in questo caso, il Presidente Tavecchio abbia ritenuto e ritenga di esercitare quel diritto all’oblio in precedenza visto, diritto, peraltro, che non era e non è legittimamente esercitabile, in quanto, come è palese, sussiste tuttora un interesse pubblico a che gli atti dovuti dalla FIGC vengano da questa intrapresi, soprattutto perché la FIGC, pur avendo la qualità di persona giuridica di diritto privato, è titolare di funzioni pubbliche per le quali riceve cospicui contributi dall’Ente pubblico CONI.

Per questi motivi, ma non solo, Federsupporter sostiene la candidatura del Dr. Andrea Abodi a nuovo Presidente della FIGC, non potendo più oltre condividere ed apprezzare una Presidenza federale che nega ad un Ente esponenziale dei diritti collettivi e degli interessi diffusi dei sostenitori sportivi, quale è Federsupporter, la legittimazione a conoscere atti, peraltro dovuti, della FIGC e, in specie, che “ si dimentica” di dare corso a tali atti, all’unico, evidente scopo di favorire taluni personaggi del mondo calcistico e, addirittura, in un caso, un esponente apicale della stessa FIGC.

In questo modo perpetuando quel sistema che il Presidente del CONI, Malagò, non mi stancherò mai di ricordarlo, in una sua intervista a “La Gazzetta dello Sport” del 19 marzo 2014, aveva detto essere delegittimato da chi lo rappresentavae lo rappresentae cheIl danno che fanno certi dirigenti è incalcolabile”.

Avv. Massimo Rossetti

Responsabile area legale Federsupporter

(Riceviamo e pubblichiamo)

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