Enrico Ruggeri racconta la storia di Tony Adams su Radio 24

Il celebre cantautore alle 15.30 nel programma Il Falco e il Gabbiano

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Tony Adams (Jan Kruger/Getty Images)
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“Si può riuscire a vincere con l’Arsenal, a diventare il capitano della nazionale inglese e ad essere contemporaneamente schiavi dell’alcool?”: con questa domanda Enrico Ruggeri ha annunciato la puntata di oggi, lunedì 11 luglio, de Il Falco e il Gabbiano, in onda alle 15.30 su Radio 24, dedicata a Tony Adams, “uno dei più grandi giocatori inglesi che deve combattere la sua guerra con la birra e con l’alcool”.

Il mondo del calcio inglese offre tanti spunti per raccontare vite di calciatori che hanno mostrato il loro valore e la loro classe sul campo di gioco, osannati dai tifosi, diventati bandiera insostituibile di una squadra, meritevoli di statue celebrative, uomini che hanno vissuto la loro carriera circondati da così tanto affetto da parte di estranei da sentirsi a volte imprigionati da un muro insormontabile di solitudine interiore. Capita così che si arrivi a cercare rifugio in altre direzioni e la vita sfrenata fatta di sesso, droga e alcool diventa un palliativo per tirare avanti.

Nato a Romford il 10 ottobre del 1966, un sobborgo a nord est di Londra, uno di quei tanti paesini che un po’ alla volta sono diventati parte integrante di una Londra in continua espansione, Tony Alexander Adams fa il suo esordio nella difesa dell’Arsenal a 17 anni e diventa uno dei difensori più forti che l’Inghilterra abbia mai avuto. In tutta la sua carriera non ha mai cambiato maglia, i tifosi lo amano, ma lui non ama se stesso e trascorre il suo tempo libero passando da un pub a un altro, bevendo litri di birra. La sua vita è di fatto scandita da un orologio particolare, quello che gli indica orari di apertura e chiusura dei pub. L’alcool fa parte delle sue abitudini e anche se questo non condiziona in modo particolare la sua carriera calcistica, è fuori dal campo che deve fare i conti con la solitudine e l’insicurezza che nasconde bevendo fino a venti pinte di birra al giorno. E quindi si parla di più di dieci litri.

Una doppia vita che termina solo nel 1996 quando all’indomani della sconfitta nella semifinale degli Europei contro la Germania Tony si ritrova a tornare in una casa che trova vuota, vuota perché la moglie lo ha lasciato. Rimasto solo a combattere con le sue paure, in un altro periodo della sua vita avrebbe tranquillamente festeggiato l’eliminazione dagli Europei con una bevuta colossale, che probabilmente si sarebbe prolungata per giorni, ma questa volta no. Decide così di affidarsi alle indicazioni e all’aiuto degli Alcolisti Anonimi, fino a ritrovare se stesso.

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