Cancellata la penalizzazione al Parma, ridotta la squalifica a Calaiò

Il club emiliano dovrà pagare solo un'ammenda di 20mila euro. L'attaccante, presunto autore del tentativo di illecito prima della gara con lo Spezia in serie B, è stato squalificato per 5 mesi

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Parma
Una gara del Parma in serie B 2017 2018 (Tweet ufficiale Parma Calcio 1913)
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Niente penalizzazione per il Parma. La Corte Federale d’Appello questo pomeriggio ha cancellato il -5 punti in classifica per il club emiliano, deciso in primo grado per il presunto tentativo di illecito prima della partita contro lo Spezia nell’ultima giornata del campionato di serie B. La squadra crociata dovrà pagare soltanto un’ammenda di 20 mila euro. Invece Emanuele Calaiò, che lo avrebbe commesso, ha ottenuto una cospicua riduzione della squalifica: in primo grado era di due anni ed è stata diminuita a 5 mesi, fino al 31 dicembre 2018, oltre al pagamento di un’ammenda di 30 mila euro.

In una nota sul sito ufficiale, il Parma “prende atto con soddisfazione della sentenza con la quale la Corte d’Appello Federale ha sancito l’estraneità totale della società ai fatti contestati, cancellando nella sua interezza la penalizzazione inflitta in primo grado. Fin dall’inizio abbiamo seguito con totale fiducia negli organi giudicanti una vicenda che mediaticamente ha danneggiato enormemente l’immagine del club. Per questo motivo non possiamo, oltre che ringraziare del lavoro svolto l’Avv. Eduardo Chiacchio che ha assistito la nostra società in questo procedimento coadiuvato dal legale del Parma Avv. Michele Belli, che accogliere con soddisfazione la decisione della Corte d’Appello Federale, e continuare a pensare al campionato di Serie A ormai alle porte e a una salvezza da conquistare sul campo assieme ai nostri tifosi”.

Il Consigliere d’Amministrazione Pietro Pizzarotti di ritorno da Roma e dalla Corte d’Appello ha affermato: “Per due mesi abbiamo letto, ascoltato e sopportato in silenzio dirigenti di altre squadre che hanno voluto cavalcare per fini personali il fango che veniva gettato su questa società e sul traguardo storico che è stato raggiunto grazie al lavoro, alla correttezza, al sudore e al sacrificio di questi anni. Ora siamo contenti che sia stata fatta giustizia”.

Gli fa eco il Consigliere d’Amministrazione Giacomo Malmesi: “Per due mesi abbiamo dovuto sopportare il fatto di vedere il nome della nostra società accostato ad un’accusa che è completamente estranea al nostro modo di essere, al nostro modo di fare. Ora dopo questa sentenza anche se non sappiamo se il danno d’immagine che abbiamo subito potrà mai essere riparato, siamo però soddisfatti perché sapevamo di trovarci di fronte ad accuse che non ci riguardavano”.

Conclude l’amministratore delegato Luca Carra ha invece dichiarato: “In questi mesi abbiamo chiesto ai nostri tifosi di fidarsi di noi, di starci vicini. Per questo siamo orgogliosi di aver dimostrato che le urla e le polemiche sui giornali altro non rappresentano che il rumore creato da chi, spesso, ha torto e non ha nulla da perdere. E che soprattutto possono andare fieri, come lo siamo noi, di una società che dalle ceneri è rinata, e che in tre anni ha raggiunto un traguardo che mai nessuno prima era riuscito a conquistare. E che soprattutto nessuno potrà mai macchiare”.

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