Le due vittorie di Jurić

La conferma di Rincón e lo sblocco delle cessioni dopo i ritiri: ecco la personalità di Jurić

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Ivan Juric (Foto Valerio Pennicino/Getty Images)
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Ivan Jurić siede sulla panchina del Genoa da poche settimane ma ha già fatto capire che la sua guida non sarà solo tecnica. Un neofita della Serie A con una grande personalità, utile per gestire un’eredità pesantissima come quella di Gasperini. L’allenatore di Spalato ha ottenuto due “vittorie” dal presidente Preziosi: la conferma di Tomás Rincón e lo sblocco delle cessioni solo dopo i ritiri.

A Neustift nessuno è partito, anzi, è arrivato Santiago Gentiletti dalla Lazio a titolo definitivo. Succederà così – salvo offerte irrinunciabili medio tempore – anche durante la settimana di lavoro a Bardonecchia, in Val di Susa. Jurić vuole lavorare con i trenta giocatori precettati e solo in un secondo momento confermare le cessioni (la rosa non potrà superare i venticinque elementi, quattro dei quali cresciuti nel vivaio di casa e altri quattro in Italia). Ogni calciatore avrà la possibilità di esprimersi durante le amichevoli; sarà decisiva la qualità negli allenamenti.

Rincón, invece, continuerà a guidare il Grifone dentro il campo e lo spogliatoio. Dopo la recente stagione, sono enormi i progressi del Generale in termini di personalità, un calciatore decisivo anche quando non gioca. Come ci spiegò Jurić in questa intervista, Rincón rappresenta una sorta di Pirata 2.0 dei tempi contemporanei: il venezuelano segna più del croato, ha una migliore tecnica di base ed è amato allo stesso modo dalla tifoseria rossoblù. Jurić partirà dal Generale per plasmare il Genoa a sua immagine e somiglianza.

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