Lapadula e Simeone, quando una porta chiusa ti apre un portone

Tra le tante trattative di mercato, una ha davvero dato la svolta rossoblù

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Giovanni Simeone (Valerio Pennicino/Getty Images)
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Le sliding doors nel calcio sono vie infinite, con una carriera che può svoltare o meno a seconda della decisione presa.

Il caso in questione riguarda il Genoa, ed una trattativa dell’ultima estate che inizialmente aveva lasciato l’amaro in bocca: il presidente Preziosi aveva ormai l’accordo in mano con Gianluca Lapadula, capocannoniere della Serie B in maglia Pescara.

Tutto definito anche con l’agente (durata del contratto, stipendio e bonus vari sottoscritti) ma poi l’inaspettata svolta: arriva “l’amico” Adriano Galliani che lo soffia al Grifone e lo porta a casa Milan.

Preziosi ci resta malissimo, passa settimane a non sentire più l’ad rossonero e deve cambiare strategie: riconferma Leonardo Pavoletti (con Lapadula in rossoblù sarebbe stata più che concreta la cessione del bomber livornese) e punta sul giovane debuttante Giovanni Simeone del River Plate, soffiandolo proprio al Pescara che lo avrebbe voluto come nuovo Lapadula.

I risultati sono scritti già sulla carta: Pavo ed Il Cholito si alternano in campo ma segnano gol pesanti che trascinano il Genoa di Ivan Juric temporaneamente in zona Europa, mentre a Milano ancora si chiedono chi sia Lapadula.

Il giocatore, tra problemi fisici che gli hanno fatto saltare gran parte del lavoro estivo pre campionato (facendo indispettire il Milan) e le scelte di Montella che nel suo modulo preferisce una sola punta (l’intoccabile colombiano Carlos Bacca), si è visto veramente solo in amichevole contro il Chiasso, segnando una doppietta.

Tra qualche mese magari ne riparleremo in altra salsa, ma intanto la sliding doors migliore sembra averla presa proprio il Genoa.

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