Lamanna, pure lui finisce in discussione

Il portiere comasco ha perso il posto da titolare dopo aver sempre sostituito egregiamente Perin

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Lamanna in Benevento-Genoa (Foto Genoa cfc Tanopress)

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Le scelte dell’allenatore sono come le sentenze. Andrebbero accettate e non discusse. Tuttavia non essendo in un’aula di tribunale è giusto procedere a un’analisi del confino di Eugenio Lamanna. Dopo un mese di gestione Mandorlini il portiere comasco siede in panchina. Una scelta, divenuta pubblica prima di Genoa-Atalantae, che ha destato parecchio stupore. I motivi sono difficili da capire: Lamanna è un serio professionista che non ama alzare la voce. E’ il lato positivo del suo carattere mite.

Eppure qualcosa si è rotto. Lamanna è finito ai margini e il numero uno (in assenza del lungodegente Perin) è ora distrutto dal punto di vista psicologico. Impossibile un suo recupero da qui alla fine della stagione. Mandorlini andrà a Udine con Rubinho tra i pali: il portiere brasiliano classe ’82 è tornato a giocare dopo tantissimi anni e contro i bergamaschi ha anche sfoggiato due interventi positivi (i lettori di Pianetagenoa1893.net lo hanno eletto migliore in campo, non sappiamo se provocatoriamente).

Il perché di Rubinho e non Lukas Zima è presto detto. Il titolare dell’U21 della Repubblica Ceca è troppo giovane, e la retroguardia rossoblù – in questo momento a dir poco caotico – si appoggia maggiormente sull’ex juventino. Sono scelte, mica sentenze.

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