Ferraris e Bombonera, storia di un problema comune

Marassi e il quartiere della Boca uniti nel calcio e nei problemi dei rispettivi stadi

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Paulo Sousa (Getty Images)
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La gara con la Fiorentina, durata appena un terzo del tempo regolamentare, ha fatto (ri)emergere i noti problemi del Tempio rossoblù. Uno stadio all’inglese, con un tifo spettacolare, sotto una pioggia torrenziale. Tre elementi sufficienti a costruire un romanzo. Le impervietà del Ferraris, tuttavia, sono concrete e hanno una radice comune con la Bombonera di Buenos Aires.

La corsia laterale prospicente alle panchine era in pessime condizioni ben prima che iniziasse a diluviare. Terreno scosceso, scivoloso, con zolle alzate ogni palmo di mano. Pessimo habitat per i corridori, Lazović e Maxi Olivera. La cattiva salute della fascia è dovuta alla mancanza di sole durante le ore del dì, l’ombra non permette l’attecchimento dell’erba: così l’impianto ha una corsia “ad handicap”.

Identico problema in casa Boca Juniors, la squadra dei genovesi d’oltreoceano. La Bombonera, impianto nato negli Anni ’40 da un concorso che ricercava il razionalismo italiano, è caratterizzata da un lato (i distinti del Ferraris, per intenderci) dove sono costruiti una serie di centotrenta palchi. Una sorta di palazzo nello stadio che ombreggia la banda laterale del campo rendendola uguale a quella del Ferraris. Da Genova alla Boca, i problemi sono simili.

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