DAL BAR EDEN AL BAR DALLAS

L'epopea dei primi 40 anni del Genoa Club Bordighera raccontata dai suoi protagonisti

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Ha inizio oggi la rubrica bimestrale “Letture genoane”.

E’ uno spazio per la presentazione di libri o di pubblicazioni varie legate alla nostra squadra e ai suoi tifosi. Non vuol essere un generico e scontato invito alla lettura: sappiamo che i genoani leggono e si informano, come dimostra la loro costante presenza su questo giornale. Vogliamo invece cercare di proporre un diverso punto di vista per guardare l’universo rossoblù, anche attraverso la partecipazione attiva dei lettori.

Desideriamo che ci inviate le vostre proposte, suggerimenti e osservazioni a Monica Serravalle, titolare di questa rubrica: monicaserravalle@pianetagenoa1893.net

 

La storia che stiamo per raccontare ha inizio nel lontano 1968 a Bordighera, una ridente località della riviera ligure, a pochi passi dalla Francia. Come in ogni intreccio che si rispetti, esiste un luogo simbolico, dove tutto è iniziato: il bar Eden, un “paradiso immaginario”. «Ma a vederlo da fuori lasciava poco spazio alla fantasia. Situato poco lontano dal centro, sulla via principale, ne segnalavano la presenza due tavolini fuori con le sedie di plastica intrecciata, accanto una vetrina e una porta d’accesso dove una piccola pedana di legno già segnava la differenza tra il “fuori” e il “dentro”. Un bar con tutti gli orpelli dell’antica osteria che gli avventori si divertivano a chiamare “gargotta”, considerandolo già come unico e familiare. Un bar come la cambusa di una nave, oscura fumosa…tanto da lasciare spazio all’immaginazione. Da fuori poteva ricordare le taverne dei marinai piene di storia come nei libri».

In questo ambiente particolare, reso nebbioso dal fumo delle sigarette, nasce il Genoa Club Bordighera.

Ebbene sì, dobbiamo proprio ringraziarlo, questo gruppo di coraggiosi bordigotti depositari ed interpreti di una gloriosa tradizione. Leggere il loro libro commemorativo “40 anni insieme” è stato un privilegio; ha permesso di tornare alle atmosfere della nostra infanzia, fatte di bar affollati, di tifosi attorno al televisore, di improvvise esultanze, di subitanee delusioni…

La storia del Genoa Club Bordighera è un romanzo avvincente, un’epopea costellata da persone, ambienti, aneddoti più o meno curiosi. Alcuni sono davvero spassosi: sembrano usciti dalla penna di uno scrittore. Varrebbe la pena citarli tutti…ahinoi, lo spazio (in questo caso sovrano e tiranno, tanto per ironizzare su alcuni luoghi comuni) non ce lo consente.

Come, ad esempio, l’avventura di Aldo Bordero e Andrea Bonifai, due dei tre promotori del Genoa Club (insieme al mitico Gino Gozzoli!), che, dopo aver preparato tutta la documentazione, si recano a Genova per prendere contatto con il neonato Coordinamento dei Club Genoani. Decidono anche (poiché era domenica) di assistere alla partita Genoa-Spal, conclusasi a favore della squadra ospite per 1-0. Immaginate la delusione dei nostri eroi, che avevano dato «il loro contributo di tifo e di passione» nella Gradinata Nord. Presi dallo scoramento, gettano tutte le carte nel Bisagno e se ne tornano a casa…

Che dire, invece, degli “eterni contendenti”, Giuseppe Morabito e Bruno Orecchia, uno genoano e l’altro sampdoriano, infermieri nello stesso ospedale cittadino? Scommettevano su quale delle loro squadre arrivasse prima dell’altra alla fine del campionato. «Chi la vinceva si accomodava su di una carriola vestito con la divisa della squadra del cuore, mentre il perdente con la divisa della sua squadra doveva spingere quel mezzo di locomozione…attraversando ovviamente tutto il Centro cittadino. Al seguito c’erano sempre tifosi festanti pronti a fermarsi in ogni osteria a bere e a brindare tra cori e sfottò. Invecchiando, i due scommettitori dovettero modificare il regolamento. Il vincitore non si accomodava più su una carriola, bensì seguiva il perdente che a piedi camminava all’indietro accomodato su un furgoncino».

Una bella vicenda, dicevamo, che continua tra alti e bassi sino ai giorni nostri. Se fosse possibile sintetizzare questi 40 anni in una sola espressione, questa sarebbe “dal bar Eden al bar Dallas”. Sì, perché Alex Gozzoli (figlio di Gino) nel 2006, dopo aver gestito altri esercizi commerciali, decide di trasferire il punto d’incontro dei tifosi rossoblù presso il bar Dallas. Un “testimone” passato dal padre al figlio, simbolo di una passione che cambia tempi e forme, ma non si estingue.

La storia del Genoa Club Bordighera, eternamente penalizzato dalla distanza (seguire una partita a Marassi è per loro una vera e propria trasferta) è anche la nostra. Dimostra l’attaccamento ad una squadra, la più antica, che attraversa generazioni e generazioni. Una continuità non solo privata, ma condivisa con il “popolo” della stessa fede. Ecco perché dobbiamo ricordarla.

Monica Serravalle

monicaserravalle@pianetagenoa1893.net

RIPRODUZIONE (ANCHE PARZIALE) DELL’ARTICOLO CONSENTITA PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE: WWW.PIANETAGENOA1893.NET

 

BIBLIOGRAFIA

“40 anni insieme” (a cura del Comune di Bordighera e della Fondazione Genoa 1893), Vado Ligure, stampa in proprio, 2008

[Copie della pubblicazione possono essere richieste direttamente al Genoa Club Bordighera presso il Bar Dallas, telefono 0184 260231, oppure inviando un’email all’indirizzo clubgenoa@yahoo.it]

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