Correva l’anno 2013: il Genoa di Ballardini fermò la Juventus nella gara che sancì l’inutilità dell’arbitro di porta

Il Grifone pareggiò 1-1 a Torino, ma fu penalizzato da un errore del giudice di porta, Andrea Romeo di Verona, che non vide una deviazione volontaria di Vucinic col gomito in area di rigore da sanzionare col penalty

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Olivera anticipa Vucinic in Juventus-Genoa 1-1 del 26 gennaio 2013 (Foto Valerio Pennicino/Getty Images)
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Domenica 20 gennaio 2013, al termine della XXI giornata del Campionato di Serie A, la classifica vedeva in testa la Juventus, campione d’Italia in carica, con 48 punti, seguita a cinque lunghezze da Lazio e Napoli e a sette dall’Internazionale, mentre in coda appaiate al sedicesimo posto Cagliari e Pescara, che precedevano le tre squadre che occupavano le posizioni che a fine torneo condannano alla retrocessione: il Genoa con 17 punti, il Città di Palermo con 16 e il Siena (penalizzato di 5 punti) con 14. A soli sei giorni dal «proibitivo» incontro allo “Juventus Stadium” i rossoblù liguri erano stati sconfitti in casa 0-2 dal Catania in quella che fu l’ultima delle tredici partite della gestione di Luigi «Gigi» Delneri (subentrato dopo otto giornate a Luigi «Gigi» De Canio), il quale venne licenziato, avendo raccolto solamente otto punti, frutto di due vittorie, due pareggi e nove sconfitte. Al suo posto venne richiamato, a distanza di poco meno di un anno e mezzo dal termine della sua prima – positiva – esperienza sulla panchina del Genoa, Davide «Balla» Ballardini sr..

Il tecnico ravennate passò subito dallo schieramento tattico del 4-2-2 caro al collega di Aquileia al 3-5-2, con cui affrontò i bianconeri torinesi nella loro «tana». Il primo tempo dell’incontro sostanzialmente si segnalò per il primo errore del direttore di gara, il signor Marco Guida di Torre Annunziata (NA) e del suo giudice di porta, Andrea Romeo di Verona, che agiva a fianco del palo di sinistra della porta sottostante la Curva Gaetano Scirea (al 13’, su calcio d’angolo battuto dalla sinistra dall’uruguayano Rubén Ariel «el Pollo» Olivera da Rosa e rimbalzato per terra in area di rigore, l’attaccante montenegrino della Juventus Mirko «Zorro» Vucinić deviò volontariamente la traiettoria del pallone con il gomito sinistro, ma il suo intervento non venne sanzionato con il cartellino giallo e il calcio di rigore) e al 44’ per una deviazione volante di destro di Fabio «Quaglia-goal» Quagliarella su cross dalla destra dello svizzero Stefan «Swiss Express» Lichtsteiner, che andò a lambire il palo destro della porta rossoblù difesa dal francese Sebastien «Saracinesca» Frey I).

Molto più intensa fu la ripresa, in cui i padroni di casa, che erano entrati in campo consapevoli dell’inopinata sconfitta (0-1) patita in casa dalla Lazio contro il ChievoVerona nel primo dei due anticipi giocati al sabato, cercarono di andare in fuga, nella speranza, che poi sarebbe andata delusa, di un completo o mezzo «passo falso» l’indomani dei partenopei (che si sarebbero imposti per 2-1) all’“Ennio Tardini” di Parma. Dopo che un minuto prima l’uruguayano José Martin «el Pelado» Cáceres Silva si era visto respingere dal corpo di Frey I un tiro da distanza ravvicinata, la Juventus riuscì a sbloccare il risultato all’8’ con una ben congegnata azione, partita da un lancio filtrante di Vucinić per Lichtsteiner, che da dentro l’area di rigore crossò rasoterra dalla destra a pochi centimetri dalla linea di fondo all’indietro per l’accorrente Quagliarella, alla cui ravvicinata deviazione di sinistro «a botta sicura» cercò di opporsi con il piede destro lo svedese Andreas «Granchio» Granqvist (con l’unico risultato di spostare verso sinistra di circa un metro il punto in cui il pallone varcò la linea di porta). A quel punto Ballardini sr. cercò di spingere la sua squadra in avanti, operando al 14’ due sostituzioni in contemporanea (Andrea Bertolacci e «Super» Marco Borriello I al posto di Olivera da Rosa e Ciro «Ciro il Grande» Immobile) e sei minuti dopo l’ultima a sua disposizione (Marco Rossi al posto di Thomas Manfredini). Al 23’, in quella che fu l’unica vera occasione da rete costruita in tutta la partita, il Genoa pervenne al pareggio: lo slovacco Juraj «Kuco» Kucka eluse in posizione di ala destra la marcatura di Paolo «Paolino» De Ceglie ed operò un tiro-cross effettato di sinistro, su cui non poté nulla il tuffo di Gianluigi «Gigi» Buffon e che forse si sarebbe infilato a pochi centimetri dal palo di destra, anche senza la deviazione di testa in tuffo di Borriello I, il quale anticipò Andrea «The Rock» Barzagli e poi, avendo militato nel vittorioso campionato precedente nella Juventus, non esultò.

Pochi minuti dopo al 27’, il Genoa dovette far uscire dal campo per uno stiramento muscolare Antonio «Baby-killer» Floro Flores, che non poteva essere sostituito, e con il solo Borriello I a cercare di dare un po’ di respiro alla squadra sui rilanci lunghi, mise gli altri otto uomini di movimento nei primi trenta metri di campo a respingere l’assedio bianconero negli ultimi venti minuti. Al 35’, su lancio in profondità di Emanuele «Jack» Giaccherini (subentrato otto minuti prima a De Ceglie), Vucinić fu trattenuto per la maglia a pochi metri dal giudice di porta, che inspiegabilmente – o forse per compensare la mancata segnalazione dell’irregolarità commessa dal montenegrino nel primo tempo – non segnalò nulla, da Luca Antonelli jr. (il fallo avrebbe comportato l’espulsione del laterale sinistro rossoblù e la concessione del calcio di rigore ai campioni d’Italia); al 37’ con una punizione calciata di destro «a foglia morta» qualche metro fuori dall’area di rigore e perpendicolarmente al suo vertice destro Sebastian «la Formica Atomica» Giovinco I, colpì il palo esterno della porta rossoblù, al cui centro era rimasto immobile Frey I, al 39’ l’esordiente Stefano «Teto» Beltrame, entrato due minuti prima al posto di Claudio «il Principino» Marchisio, con un tiro da circa venticinque metri costrinse Frey I a una respinta di pugno in tuffo, al 43’, su calcio d’angolo dalla sinistra di Giovinco I, il francese – di origine guineana – Paul Labile «il Polipo» Pogba III venne affossato da Eros «il Veterano» Pisano (anche in quel caso chi aveva commesso il fallo non pagò dazio), e a pochi secondi dallo scadere dei tre minuti di recupero si ebbe la «scena madre» della partita, quella che permise al giudice di porta (che aveva segnalato il calcio di rigore) di battere per 4-3 l’arbitro (che non lo concesse) nel match degli errori arbitrali, quando Granqvist, su cross dalla destra di Lichtsteiner, tirò, intervenendo in scivolata, con le braccia alzate per darsi la spinta, il pallone con il piede destro contro il proprio braccio sinistro, facendolo carambolare sul fondo. Sugli sviluppi del calcio d’angolo, battuto dopo le veementi proteste dei bianconeri, Frey I concesse il «bis» dell’intervento di alcuni minuti prima su Beltrame, respingendo un tiro di destro da una ventina di metri di Giaccherini.

Subito dopo aver dato il triplice fischio finale, l’arbitro venne assediato dai giocatori della Juventus, tra cui anche lo squalificato Giorgio «King Kong» Chiellini, sceso come un «deus ex machina» dagli spalti dello stadio, e dall’allenatore Antonio Conte I, il quale successivamente, nelle interviste post-partita, lo avrebbe accusato di non aver concesso il calcio di rigore (in effetti, inesistente, come dimostrato dal parere favorevole al giudizio di Guida espresso dall’International Board, che sarebbe stato interpellato in merito) di avergli riferito “di non essersela sentita” (in ragione di una sorta di «sudditanza psicologica rovesciata») di assegnarlo.

Stefano Massa

(membro del Comitato Ricerca e Storia del Museo della Storia del Genoa)

Antonio Conte protesta contro l'arbitro Marco Guida al termine di Juventus-Genoa del 26 gennaio 2013 (Foto Valerio Pennicino/Getty Images)
Antonio Conte protesta contro l’arbitro Marco Guida al termine di Juventus-Genoa del 26 gennaio 2013 (Foto Valerio Pennicino/Getty Images)

TABELLINO

Torino, sabato 26 gennaio 2013, “Juventus Stadium”, ore 20,45

Juventus-Genoa 1-1 [Anticipo della XXII giornata del Campionato di Serie A 2012/2013]

Arbitro: Guida [Torre Annunziata (NA)]

Spettatori: 37mila circa

Marcatori: 8’ del 2° tempo Quagliarella [J], 23’ del 2° tempo Borriello I [G]

Juventus (3-5-2): 1 Buffon; 15 Barzagli, 19 Bonucci, 4 M. Caceres Silva; 26 Lichsteiner, 23 Vidal, 6 Pogba III, 8 Marchisio (dal 37’ del 2° T.: 35 Beltrame), 11 De Ceglie (dal 27’ del 2° T.: 24 Giaccherini); 18 Quagliarella (dal 24’ del 2° T.: 12 Giovinco I), 9 Vucinić. All.: Conte I

Genoa: 1 Frey I; 5 Granqvist, 21 T. Manfredini (dal 20’ del 2° T.: 7 M. Rossi), 24 E. Moretti; 87 E. Pisano, 33 Kucka, 27 Matuzalem, 10 Olivera da Rosa (dal 14’ del 2° T.: 91 Bertolacci), 13 L. Antonelli jr.; 83 Floro Flores, 17 Immobile (dal 14’ del 2° T.: 22 Borriello I). All.: Ballardini sr.

Note: Floro Flores esce dal campo per infortunio al 27’ del 2° T., lasciando il Genoa, che ha già effettuato le tre sostituzioni, in dieci uomini

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