Correva l’anno 1995: il Genoa vinse sul Torino, ma fu costretto a giocare lo spareggio per non retrocedere

Nonostante il successo per 1-0 sui granata, il Grifone dovette affrontare il Padova nel successivo sabato

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Gianluca Signorini (da Genoacfc.it)
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Domenica 4 giugno 1995 si disputò l’ultima giornata del Campionato Italiano di Serie A 1994/1995, il primo che assegnava 3 – anziché 2 – punti in classifica alla squadra vincitrice di ciascuna partita. Tale novità aveva penalizzato il Genoa, che quel giorno si augurava che l’incontro casalingo con il Torino non fosse come nel 1911 (1-2 domenica 21 maggio) e nel 1955 (2-0 domenica 19 giugno) l’ultimo della sua disgraziatissima stagione (alle deludenti prestazioni sul campo si era aggiunta la tragedia dell’uccisione da parte dell’ultrà milanista Simone Barbaglia domenica 29 gennaio 1995 del tifoso rossoblù Vincenzo «Claudio» Spagnolo), ma che potesse disputare ancora una partita, quella dello spareggio per non retrocedere in Serie B.

I rossoblù, che, vigendo il vecchio regolamento, quella domenica avrebbero conquistato la salvezza, facendo un risultato migliore di quello del Padova, sul cui campo avevano pareggiato 1-1 la domenica precedente, che affrontava al “Giuseppe Meazza” un’Internazionale motivatissima, in quanto la vittoria le avrebbe garantito l’accesso alla Coppa Uefa, potevano solamente sperare di veder coincidere la loro vittoria con quella interista: nella realtà, la possibilità che l’accoppiata avesse luogo, anche se a Milano sarebbe stata messa in discussione per tutto il pomeriggio, era molto più probabile di quell’11,(1) assegnato dal freddo calcolo matematico e quasi sicuramente superiore al 50%.

I rossoblù di Claudio Maselli iniziarono in maniera arrembante la partita, sfiorando dopo tre minuti la rete con un tiro di destro dall’interno dell’area di rigore di Fabio «Fabio il bello» Galante, con il pallone smanacciato sul palo sinistro interno dal portiere Luigi Simoni e, dopo il rimbalzo, rinviato sulla linea di porta dal francoantillano Jean-Pierre Cyprien. Di fronte ad avversari che giocavano per onor di firma il Genoa sfiorò più volte con Massimo «il piccolo Buitre» Ciocci (una nel primo tempo e due nella ripresa), con Gennaro «Gennarino» Ruotolo e con il ceco Tomas «Fisico» Skuhravy la segnatura, trovando sempre ad impedirla grandi interventi del portiere degli ospiti, che capitolò solo ad inizio ripresa su un colpo di testa del centravanti boemo e dovette uscire per infortunio nel finale, regalando al collega Antonino Piazza gli unici minuti della sua carriera nella massima serie.

La «vera» partita si giocava, però, con le orecchie incollate alle radioline a transistor, che prima «gelarono» lo stadio genovese con la notizia, nel primo tempo, della rete biancoscudata, al 20’ di Filippo «Pippo» Maniero, poi, nella ripresa, lo rincuorarono al 25’, quando giunse la notizia del pareggio di Pierluigi «Gazza» Orlandini, per farlo «esplodere», con le squadre del Genoa e del Torino già rientrate negli spogliatoi, allorché la radiocronaca diretta in “Tutto il calcio minuto per minuto” dell’azione (calcio d’angolo battuto dall’uruguayano Rubén «el Principito» Sosa Ardaiz e stacco vincente di Marco «Camel» Delvecchio) di Alessandro «The Voice» Ciotti descrisse la rete che toglieva al Napoli la qualificazione europea per darla al Biscione ed allungava con lo spareggio (poi disputato a Firenze sei giorni dopo e deciso, dopo l’1-1 al termine dei tempi supplementari, dai calci di rigore in favore del Padova, che ne realizzò cinque – uno in più del Genoa – su sei tirati) la lotta per la salvezza (il regolamento non prevedeva vantaggi per la squadra – nella fattispecie sarebbe stata in entrambi i casi il Genoa – che avesse totalizzato più punti negli scontri diretti o avesse una miglior differenza reti complessiva).

Il gol di Del Vecchio al Padova
Il gol di Del Vecchio al Padova

Il capitano del Genoa, che aveva totalizzato le stesse vittorie (dieci) e gli stessi pareggi (dieci) nel medesimo numero (trentaquattro) di partite di trentuno anni prima (quando aveva concluso il Campionato, anziché al quattordicesimo, all’ottavo posto, in coabitazione con Lazio, Catania ed Atalanta; ad alzare la media-punti nel 1995 avevano contribuito le «cenerentole» Reggiana e Brescia, ciascuna delle quali nel girone di ritorno aveva conquistato solamente tre punti negli incontri con le sedici altre squadre), Gianluca «Luca» Signorini sr., si precipitò con le lacrime di gioia agli occhi a festeggiare davanti ai tifosi della Gradinata Nord, che erano passati dalla disperazione alla speranza, per poi, purtroppo, ricadere nel primo sentimento il sabato successivo.

TABELLINO

Genova, domenica 4 giugno 1995, Stadio “Luigi Ferraris”, ore 16,30

Genoa-Torino 1-0 [XXXIV giornata del Campionato di Serie A 1994/1995]

Arbitro: Bazzoli [Merano (BZ)]

Spettatori: ventiduemila circa

Marcatore: nel 2° tempo Skuhravy al 4

Genoa: 1 Spagnulo, 2 Torrente, 3 Marcolin, 4 Caricola II, 5 Galante, 6 Signorini sr., 7 Ruotolo, 8 Manicone, 9 R. Onorati (dal 17’ del 2° T.: 14 Pagliarini), 10 Skuhravy, 11 Ciocci (dal 45’ del 2° T.: 16 R. Castorina). All.: Maselli

Torino: 1 Luigi Simoni (dal 37’ del 2° T.: 12 Piazza), 2 Angloma, 3 R. Lorenzini, 4 G. Falcone (dal 1’’ del 2° T.: 15 Sogliano jr.), 5 Cyprien, 6 Maltagliati, 7 Rizzitelli, 8 Scienza, 9 A. Bernardini, 10 Pelé, 11 M. Sinigaglia (dal 13’ del 2° T.: 16 Briano). All.: Sonetti

Note: Il portiere titolare del Torino è omonimo totale (nome e cognome) dell’allenatore e, prima, giocatore (più anziano di lui di ventisei anni) di varie squadre, tra cui quella rossoblù e quella granata.

Stefano Massa

(membro del Comitato Ricerca e Storia del Museo della Storia del Genoa)

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