Correva l’anno 1990: un derelitto Bologna fece uscire dal campo il Genoa tra i fischi

I felsinei fermarono sullo 0-0 il Grifone al Ferraris

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Il Genoa 1990-91 (Wikipedia)
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Proveniente dal pesante 0-4 a Bari di sette giorni prima, domenica 28 ottobre 1990 il Genoa di Osvaldo «lo Schopenauer della Bovisa» Bagnoli ricevette per la VII giornata del Campionato 1990/1991 (in cui avrebbe ottenuto il miglior piazzamento – quarto posto – del Secondo Dopoguerra) il Bologna, ultimo in classifica con 2 punti, che aveva appena sostituito in panchina il «Professore» Francesco «Franco» Scoglio con Luigi «Gigi» Radice II sr.. L’incontro fu senza dubbio il peggiore dei diciassette casalinghi del Genoa (nessuno dei quali perso – l’imbattibilità casalinga aveva avuto solamente un precedente, nel 1955/1956, e non ha più avuto alcun seguito nei trentanove campionati di massima serie disputati dal Grifone nel Secondo Dopoguerra – e dieci vinti), cui non giovò giocare l’ultima mezz’ora con l’uomo in più per il secondo cartellino giallo mostrato dal signor Marcello Nicchi di Arezzo a Pietro «Pedro» Mariani per simulazione di fallo.

Curiosamente il più impegnato dei due portieri fu il genoano Simone Braglia, attento a respingere al 3’ e al 19’ del 2° tempo in calcio d’angolo due insidiosi calci di punizione dell’ungherese Lajos «il Magico Ungaro» Detari, giacché il suo collega Nello Cusin venne salvato durante il forcing finale dei padroni di casa da deviazioni sul fondo di suoi compagni di squadra sulle conclusioni al volo di destro «a botta sicura» di Vincenzo Torrente e Gennaro «Gennarino» Ruotolo, ispirate da «sponde» aeree del cecoslovacco Tomas «Fisico» Skuhravy. La notizia portata dalle radioline della rete (l’unica dell’incontro) segnata a metà ripresa dal regista brasiliano dei blucerchiati Antonio Carlos Cerezo “Toninho Cerezo” nello scontro diretto al “Giuseppe Meazza” tra le due capoliste – Milan e Sampdoria – del campionato non contribuì certamente a rasserenare gli animi dei tifosi rossoblù: la Gradinata Nord al 32’ del 2° tempo iniziò ad intonare all’indirizzo dei giocatori il coro “Vi svegliate o no, vi svegliate sì o no?” ed altre espressioni meno propositive nei confronti del presidente Aldo Spinelli sr.

I destinatari delle frasi del pubblico si sarebbero ritrovati per oltre mezz’ora a discutere con l’allenatore della scialba prestazione della squadra e della delicata situazione di classifica – un punto solo di vantaggio sulle due formazioni meglio piazzate tra quelle che quella sera sarebbero retrocesse se fosse stata l’ultima giornata di campionato –, che sarebbe potuta essere anche peggiore se a quattro minuti dalla fine Armando Ferroni II non avesse fermato una conclusione ravvicinata dello slalomeggiante tedesco Herbert Waas.

Stefano Massa

(membro del Comitato Ricerche e Storia del Museo della Storia del Genoa)

Genoa – Bologna 0 – 0
GENOA: Braglia, Torrente, Caricola, Eranio, Collovati (Ferroni dal 37′ del p.t.), Signorini, Ruotolo, Bortolazzi (Pacione dal 33′ della ripresa), Aguilera, Skuhravy, Onorati. (12 Piotti, 13 Signorelli, 15 Fiorin). All.: Bagnoli.
BOLOGNA: Cusin, Biondo, Villa, Galvani, Iliev, Di Gia’, Mariani, Verga, Waas (Lorenzo dal 45′ della ripresa), Detari, Notaristefano (Negro dal 25′ della ripresa). (12 Valeriani, 14 Traversa, 15 Campione). All.: Radice
Arbitro: Nicchi di Arezzo.  

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