Correva l’anno 1981: il Genoa batte 2-1 la Spal sulle note di Marcella Bella e dei Cugini di Campagna

La partita era stata preceduta dall'esibizione dei cantanti due ore prima del fischio d'inizio

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Una formazione del Genoa 1980-81 che fu promosso in serie A (Foto Wikipedia)

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Sabato 18 aprile 1981 al “Luigi Ferraris” il Genoa, quarto in classifica a pari punti (34) con la Sampdoria e distanziato di due dal Cesena, che occupava la terza posizione (l’ultima che dava la promozione in Serie A), ricevette alla vigilia di Pasqua la Spal, che con 30 punti condivideva la sesta posizione con il Pisa. L’incontro ebbe inizio alle ore 16,00, agli ordini del signor Angelo Angelelli di Terni, di fronte a circa trentamila spettatori (due dei quali erano l’allenatore della Roma, lo svedese Nils «il Barone» Liedholm, e il centravanti della Nazionale Italiana campione del mondo nel 1938, Silvio Gioacchino Italo Piola), ma già due ore prima nello stadio di Marassi ne erano presenti circa cinquemila, perché proprio quel giorno ebbero inizio – novità assoluta nel calcio italiano – i concerti canori (con le esibizioni di «I Cugini di Campagna» – i gemelli Ivano e Silvano Michetti, Giorgio Brandi e Paul Manners – e di Giuseppa Marcella Bella) che avrebbero accompagnato la «cavalcata» vincente degli uomini di Luigi «Gigi» Simoni (appaiati a fine campionato con 48 punti al Cesena di Osvaldo «lo Schopenhauer della Bovisa» Bagnoli alle spalle del Milan, che aveva concluso il suo primo torneo cadetto con due lunghezze in più).

Marcella Bella (Foto Giuseppe Cacace/Getty Images)
Marcella Bella (Foto Giuseppe Cacace/Getty Images)

Nel primo tempo il Genoa, penalizzato dall’assenza del suo «regista», l’ex spallino Tiziano «il Principe» Manfrin, non adeguatamente sostenuto da Giovanni Lorini, non giocò con la solita veemenza degli incontri casalinghi, andando, peraltro, vicino alla rete con due conclusioni di Giuseppe «Beppe» Corti sr. al 10’ – tiro da fuori area ribattuto in tuffo dal portiere dei ferraresi Roberto Renzi – e al 15’ – colpo di testa fuori da distanza ravvicinata su traversone di Fabrizio Gorin II –, e un tiro di Enrico Todesco, su cui «si immolò» Alberto Cavasin, al 29’ ed essendo punito in contropiede al 42’ da Alberto Bergossi, il quale, impadronitosi del pallone a metà campo, aveva resistito alla carica di Gorin II e, sfruttando lo spazio lasciatogli al centro da Pier Luigi Giani ed Oriano Grop, che avevano accompagnato la sua corsa, aveva prima dribblato Claudio Onofri e poi fatto partire un tiro solamente sfiorato dal portiere italo-jugoslavo Silvano «Beara» Martina.

I Cugini di Campagna e Antonella Clerici nel programma Rai
I Cugini di Campagna e Antonella Clerici nel programma Rai “Ti Lascio Una Canzone” (Foto Alessandro Cuomo/Getty Images)

Caricato negli spogliatoi da Simoni, il Genoa, che attaccava nella ripresa sotto la Gradinata Nord, si presentò deciso a ribaltare il risultato per non interrompere la sua rincorsa alla promozione. Dopo soli sei minuti, al nono dei dodici calci d’angolo (contro nessuno degli ospiti) battuti, Gorin II, sfruttò con un colpo di testa il traversone dalla lunetta di Corti sr. per fare la «torre» a vantaggio di Sebastiano «Sebino» Poddi «Nela», pronto alla deviazione aerea vincente. In tutto il secondo tempo i padroni di casa, che avevano immesso al 10’ la terza «punta» Francesco «Franco» Boito al posto di Lorini con Claudio «il poeta del goal» Sala «abbassatosi» in posizione di rifinitore, non riuscirono a creare grandi grattacapi alla difesa estense. Ad otto minuti dalla fine una punizione dalla destra di Ezio Gelain (subentrato ventun minuti prima a Bergossi per rafforzare la difesa) diede a Giani, lasciato colpevolmente libero nel cuore dell’area di rigore genoana, l’occasione di far crollare l’imbattibilità di Marassi rossoblù (violata per l’ultima volta il 14 aprile di due anni prima, nel sabato prepasquale, dal Brescia di Simoni, che si era imposto per 1-0; dopodiché il Genoa aveva raccolto una vittoria e tre pareggi in Coppa Italia e venti vittorie e diciotto pareggi in Campionato), ma l’ala destra ferrarese concesse di testa, tra il sollievo dei tifosi genoani, il «bis» – verso la stessa porta, ma a parti invertite – della deviazione aerea di Corti sr. all’inizio della partita.

Ancora una volta scattò la regola non scritta del “goal fallito, goal subito!”: allo scadere Onofri, dopo aver recuperato con un tackle scivolato il pallone a metà campo, lo portò avanti per alcuni metri e poi lo servì in verticale, premiandone il movimento «ad attaccare la profondità», a Boito, il quale… nella giornata musicale da buon omonimo di un grande compositore dell’Ottocento (Arrigo), non poté esimersi dal mettere, tra il visibilio del pubblico, la sua firma – con un diagonale di destro – sull’esito finale dell’incontro (per la terza ed ultima volta in quel Campionato – dopo il tiro di Gorin II deviato da Silvano Gelli che aveva permesso di acciuffare il 2-2 nell’esordio a Vicenza domenica 14 settembre 1980 e il colpo di testa di Onofri che aveva dato il 2-1 casalingo contro il Varese domenica 16 novembre 1980 – il Genoa guadagnava un punto in extremis e, in considerazione del fatto che la Lazio si sarebbe classificata quarta con due punti di svantaggio, fu proprio quel connubio di caparbietà e fortuna a rivelarsi decisivo per la conquista della promozione in Serie A).

TABELLINO

Genova, sabato 18 aprile 1981, Stadio “Luigi Ferraris”, ore 16,00

Genoa-Spal 2-1 [XXX giornata del Campionato di Serie B 1980/1981]

Arbitro: Angelelli [Terni]

Spettatori: trentamila circa

Marcatori: nel 1° tempo Bergossi (S) al 42’; nel secondo tempo Nela (G) al 6’, Boito (G) al 45’

Genoa: 1 Martina, 2 Gorin II, 3 Testoni, 4 Nela, 5 Onofri, 6 Odorizzi, 7 C. Sala, 8 Corti sr., 9 R. Russo, 10 Lorini (dal 10’ del 2° T.: 16 Boito), 11 Todesco. All.: L. Simoni

S.P.A.L.: 1 Renzi, 2 Cavasin, 3 D. Ferrari, 4 Castronaro, 5 Albiero, 6 Miele, 7 G. L. Giani, 8 Rampanti, 9 Bergossi (dal 16’ del 2° T.: 14 Gelain), 10 Tagliaferri, 11 Grop. All.: Rota.

Stefano Massa

(membro del Comitato Ricerca e Storia del Museo della Storia del Genoa)

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