Correva l’anno 1940: la vittoria del Napoli al Ferraris accentuò la crisi del Genoa

Gli azzurri vinsero 2-1 con reti di Barrera e Rosellini, inframmezzate dal pareggio di Scarabello. I rossoblù uscirono dal campo subissati dai fischi dei loro sostenitori

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Ottavio Barbieri, giocatore del Genoa dal 1919 al 1932, poi allenatore dal 1939 al 1941 e nel 1946 (Wikipedia)
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Nei massimi campionati del 1940/1941 e del 1957/1958 e in quello cadetto del 1997/1998 il Genoa ha raccolto un pareggio e cinque sconfitte nei primi sei turni: curiosamente, alla fine di nessuno dei tre tornei ha conosciuto l’onta della retrocessione. All’interno del primo di quei tre disastrosi inizi di stagione si colloca la sconfitta interna contro il Napoli nel primo “campionato di guerra”. Il Genova 1893 (come all’epoca si chiamava, in omaggio all’autarchia linguistica fascista, il Genoa) di Ottavio Barbieri, che aveva da poco abiurato la tattica del «sistema», restaurando il «metodo», si trovò in svantaggio dopo soli tredici minuti, quando l’oriundo argentino Evaristo Vicente Barrera girò alle spalle di Carlo «Matél» Ceresoli II, il pallone crossatogli da sinistra da Luigi Rosellini e «lisciato» da Mario Genta.

Dopo il pareggio di Luigi Scarabello (abile a girare con un colpo di testa angolato un cross di Giacomo «Ghecche» Neri) alla mezz’ora, il Napoli si era riportato in vantaggio al 12’ della ripresa con un’azione, sempre partita dal settore di sinistra, in cui i protagonisti partenopei della prima rete si erano invertite le parti. Sei minuti dopo il portiere e capitano del Napoli Arnaldo «Noci» Sentimenti II anticipò l’ala sinistra genovana Ugo Conti, che lo colpì con il classico fallo di frustrazione. L’attaccante rossoblù pagò due volte il suo gesto antisportivo: prima venne aggredito dal massaggiatore del Napoli e poi espulso dal signor Alfredo Conticini di Firenze. Tre minuti prima di passare in inferiorità numerica il Genova 1893 era stato «ridisegnato» tatticamente con lo spostamento a mezzala destra di Sergio Bertoni I e a centravanti di Bruno Chizzo, il quale si sarebbe spostato negli ultimi dieci minuti a mezzala sinistra con Bertoni I di nuovo al centro dell’attacco, Mario Perazzolo avanzato a mezzala destra e Scarabello arretrato sulla linea mediana.

Tutti quei cambiamenti nell’assetto tattico decisi da Barbieri produssero come risultato un aumento della confusione tra le fila rossoblù (i giocatori uscirono dal campo subissati dai fischi dei loro sostenitori) e delle occasioni da rete per gli azzurri, che andarono vicino alla terza marcatura con il liberissimo Umberto «Berto» Busani (giocatore curiosamente formatosi tra le fila della squadra del Chievo, all’epoca sconosciuta agli sportivi italiani), autore al 29’ di un tiro fiacco tra le braccia di Ceresoli II, e con l’irruente Barrera che al 32’ colpì la traversa e nove minuti dopo fornì a Busani, in «millimetrica» posizione di fuorigioco che portò all’annullamento della segnatura.

TABELLINO

Genova, domenica 3 novembre 1940, Stadio “Luigi Ferraris”, ore 14,30

Genoa-Napoli 1-2 [V giornata del Campionato Italiano di Divisione Nazionale A 1940/1941]

Arbitro: Conticini [Firenze]

Spettatori: undicimila circa

Marcatori: nel 1° tempo al 13’ Barrera (N), al 29’ Scarabello (G); nel 2° tempo al 12’ Rosellini (N)

Genoa: 1 Ceresoli II, 2 S. Marchi, 3 Sardelli, 4 Perazzolo, 5 Villa, 6 Genta, 7 G. Neri, 8 Chizzo, 9 Bertoni I, 10 Scarabello, 11 U. Conti. All.: O. Barbieri

Napoli: 1 Sentimenti II, 2 Faotto, 3 Pretto, 4 L. Milano, 5 Fabbro, 6 Gramaglia, 7 Busani, 8 R. Cappellini, 9 Barrera, 10 Negro, 11 Rosellini. All.: Vojak I

Note: espulso al 18’ del 2° tempo U. Conti (G)

Stefano Massa

(membro del Comitato Ricerca e Storia del Museo della Storia del Genoa)

Il Napoli che vinse contro il Genoa al Ferraris il 3 novembre 1940: Pretto, Sentimenti II, Busani, Fabbro, Faotto, Negro, Gramaglia; accosciati, da sinistra a destra: L. Milano, Rosellini, Barrera, R. Cappellini (Foto Wikipedia)
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