Correva l’anno 1931: il Genova 1893 pareggiò 1-1 contro i viola

Con la denominazione imposta dal fascismo, i rossoblù impattarono in casa con la Fiorentina

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Elvio Banchero (Wikipedia)
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Pochi mesi dopo che la Fiorentina aveva conquistato il diritto a giocare per la prima volta nella Divisione Nazionale A a girone unico, poté disputare domenica 4 ottobre 1931 a Marassi, alla III giornata, il suo terzo incontro assoluto contro il Genova 1893, il primo tra le due squadre, dopo i successi liguri nel 1928/1929, ad essere terminato in parità. Sostenuti da molti tifosi, i padroni di casa uscrono al termine dell’incontro tra i fischi e gli applausi polemici – tipici della tifoseria rossoblù dell’epoca, particolarmente esigente – agli avversari. Al 22’ del 1° tempo la compagine ospite, nemmeno lontana parente di quella che era stata travolta (0-7) a Marassi due anni e mezzo prima, tanto che avrebbe concluso il campionato al quarto posto, passò in vantaggio grazie a una deviazione volante di Alfredo Pitto I su un calcio d’angolo battuto dall’ex doriano Raffaele Rivolo.

Nella ripresa, all’8′, lo stesso Rivolo si presentò senza avversari a contrastarlo solo davanti a Manlio Bacigalupo III, avendo anche la possibilità di cedere il pallone all’uruguayano Pedro «Artillero» Petrone, che gli correva a fianco, ma, avendo deciso di tirare in porta, fece partire una conclusione che andò oltre la traversa. Quattro minuti dopo, per la vecchia legge non scritta del calcio del «goal fallito, goal subìto» Elvio «l’uomo del fango» Banchero I, abile a sfruttare un’indecisione di Lorenzo Gazzari all’altezza della linea di fondo, fece partire un traversone che venne tramutato in rete dall’italo-argentno Juán Manuel Esposto.

Stefano Massa

(membro del Comitato Ricerca e Storia del Museo della Storia del Genoa)

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