Aspettando Genoa-Milan: 5 giugno 1955, una data da cancellare dal calendario rossoblù

Il Grifone allenato da Lino Bonilauri fu sconfitto al Ferraris 8-0 dai rossoneri: resterà purtroppo negli annali come la più grossa stangata casalinga in 125 anni di storia

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La copertina de Il Calcio e il Ciclismo Illustrato con il 7-0 segnato da Nordhal
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Sì, correva l’anno 1955 e l’estate imminente stava per mandare in archivio gli esiti dei due sport più popolari in Italia: il calcio e il ciclismo. Quest’ultimo, esattamente il 5 giugno, aveva di fatto emesso il verdetto del seguitissimo giro d’Italia. Fiorenzo Magni 35enne conquistava la maglia rosa con distaccando di soli 13 secondi (circa 200 metri) Fausto Coppi, pari età, ma soprattutto il più amato fra i ciclisti italiani ancora in attività (l’eterno rivale Gino Bartali aveva smesso l’anno prima). Appunto, 200 metri dopo ben 2871 Km. Nello stesso giorno il calcio proponeva la terzultima giornata di campionato con il Milan ormai vicinissimo al tricolore. Allo squadrone dei Nordahl, Liedholm, soprattutto Schiaffino mancavano appena tre lunghezze per fregiarsi del meritato scudetto (la vittoria valeva ancora due punti) e a Genova, sponda rossoblu, si respirava aria di “main events” dal momento che un Ferraris stracolmo era pronto a mandare in onda lo spettacolo che la partita Genoa-Milan doveva promettere. Nessuno degli oltre 40 mila presenti si sarebbe aspettato di andare incontro ad un incubo!

Andiamo con ordine. Il Genoa, anche se un po’ in disarmo era una buona squadra tendente all’ottimo. Il suo tecnico Giorgio Sarosi, ungherese, aveva forgiato con un mix fra giovani e anziani una squadra interessante riconosciuta a metà torneo squadra rivelazione. Gli anziani Franzosi, Larsen, Becattini e Carapellese (tutti ex nazionali) facevano da chioccia ai vari Pestrin, Emoli, Delfino e Carlini formando un gruppo davvero interessante. Attenti comunque… ai colpi di scena. Il primo venne messo in atto proprio dal loro mentore Sarosi. Nei giorni precedenti la gara si era accordato con la dirigenza romanista per allenare la squadra della capitale. Da lì il licenziamento in tronco. Per la partitissima contro il Milan in panchina si sarebbe seduto Lino Bonilauri, bravissimo tecnico delle giovanili. La gara comunque iniziò con buoni auspici. Nei primi minuti l’attaccante Dalmonte mancò a porta spalancata la conclusione; questo sembrava preludere ad una partita a viso aperto ma…. Al 20’ minuto il Milan era già in vantaggio di tre reti. Nordahl al 10’ e Schiaffino, quest’ultimo con una doppietta in 4 minuti avevano già di fatto sigillato l’esito dell’incontro. Dall’altra parte un Genoa rintronato, cercava di reagire senza costrutto lasciando ampie praterie alle ripartenze e al gioco milanista. 3-0 alla fine del parziale di tempo ma punteggio che poteva benissimo essere raddoppiato se l’attacco rossonero non avesse un po’ rifiatato. Si contano comunque ben 10 conclusioni a rete lato Milan contro una sola genoana. Nella ripresa il disastro che passerà alla storia rossoblu alla voce passività. L’ala Frignani e il solito Nordahl si dividono in parti eguali le 4 segnature che portano al parziale di 0-7. Nel bel mezzo di esse quattro splendide parate del portiere Franzosi che risulterà il migliore in campo da parte rossoblu; il che si spiega da solo…. A 10’ dal termine la fine della mattanza con l’ottavo sigillo da parte di Liedholm, quindi fischio finale dell’arbitro Orlandini di Roma con il suo taccuino pieno di segnature. Termina con il portiere Franzosi in lacrime (esistono foto che immortalano la scena) con i fischi sonori del numeroso pubblico all’indirizzo dei loro “ex” eroi. Altra musica da parte milanista. Un po’ di incredulità per il punteggio conseguito ma vera festa per uno scudetto che distava ormai un solo punto. Nella successiva partita avrebbero travolto la Spal con un 6-0 permettendosi pure il lusso di fallire tre rigori. Questa la cronaca di una partita e di una data, 5 giugno 1955, che ogni genoano del presente e del passato vorrebbe cancellare dal calendario rossoblu. Resterà purtroppo negli annali come la più grossa stangata casalinga in 125 anni di storia.

Genova, 5 giugno 1955

GENOA-MILAN 0-8

Marcatori : Nordahl al 10’, Schiaffino al 16’ e 20’, Frignani al 47’ e al 65’ Nordahl al 58’ e al 73’ Liedholm al 78’

GENOA: Franzosi, Cardoni, Becattini, Larsen, Carlini, Emoli, Frizzi, Pestrin, Corso, Dalmonte, Carapellese

MILAN: Buffon, Beraldo, Zagatti, Liedholm, Pedroni, Bergamaschi, Soerensen, Ricagni, Nordahl, Schiaffino, Frignani

Arbitro: Orlandini di Roma

Marco Colla

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