Today is the day, Rossi’s day!

Tecnica e amore incondizionato dei tifosi, un binomio che solo Roberto Baggio è stato in grado di fondere dietro un codino divino: e la Fiorentina nel destino

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Giuseppe Rossi entra in campo (Photo by Paolo Rattini/Getty Images)
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L’Italia del calcio ama Giuseppe Rossi. Un sentimento omogeneo verso un giocatore tanto talentuoso quanto perseguitato dagli infortuni. Ne avesse avuto qualcuno in meno sarebbe stato il perno offensivo della Nazionale dopo Luca Toni. Tecnica e amore incondizionato dei tifosi, un binomio che solo Roberto Baggio è stato in grado di fondere dietro un codino divino. Rossi ha vinto meno in carriera rispetto al fenomeno di Caldogno ma ciononostante non è blasfemo metterli in comune alla luce di quanto hanno ricevuto dalla comunità sportiva. Oggi può essere (di nuovo) il giorno di Rossi, una nuova rinascita, una sfida stavolta dipinta di rossoblù.

Ballardini medita sull’attaccante italoamericano. Nei quasi quaranta minuti di Bergamo (non giocava così tanto dal 3 aprile 2017, in Liga contro il Las Palmas) Rossi ha dato l’impressione di essere lucido e con la ‘gamba piena’, sinonimo di tonicità atletica. Ha sfiorato il gol di volée e cagionato il rigore di Caldara, a giusta ragione cancellato dal Var. Appuntamento con la rete rimandato per la seconda volta, dopo l’ottavo di Coppa Italia con la Juventus. Rossi si era presentato entrambe le volte con elvetica puntualità sull’uscio del gol. A questo punto la marcatura non diventa una questione di se, ma semplicemente di quando.

Rossi titolare contro la Fiorentina è un’ipotesi concreta e al contempo suggestiva, evocativa. Vederlo contro la squadra che più lo ha amato in Italia sarebbe un regalo al calcio e alla tifoseria Viola, che nei suoi confronti nutre riconoscenza e amore. Avendo salvato il Genoa con ampio anticipo Ballardini può pensare a mente più leggera, senza mettere a repentaglio la salute di Rossi. Giuseppe sta bene, è nella forma psicofisica ideale per scendere in campo anche dal primo minuto. Il Grifo ha ancora bisogno del suo contributo in fase di conclusione. E chissà che ci scappi pure il gol, chissà se esulterà dopo tanto tempo contro la sua ex squadra. Di sicuro oggi l’Italia del calcio ha un buon motivo per sorridere.

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