Ballardini: “Bravi e sfortunati, gli altri hanno fatto poco o niente”

Il tecnico del Genoa è intervenuto ai microfoni di Premium Sport: "Manca pericolosità"

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Davide Ballardini al termine di Genoa-Udinese 28 gennaio, 2018 (Foto Emilio Andreoli/Getty Images)

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Poteva fare il tris dopo Benevento e Sassuolo, domati al Ferraris, ma Davide Ballardini è uscito sconfitto dal match odierno contro l’Udinese. Beffarda sorte, quella che fa rimuginare ma che non cambia lo stato attuale delle cose: “Siamo stati bravi e fortunati in altre occasioni, oggi non meritavamo di perdere ma ci sta. Abbiamo tirato venti volte in porta, con situazioni pericolose, mentre gli altri hanno fatto poco o niente e hanno vinto. Magari altre volte è successo anche a noi quindi accettiamo”. Chiaro che ci siano delle difficoltà, ha sentenziato il mister: “Da inizio stagione ci sono, ora il Genoa è una squadra solida, compatta, che concede poco agli altri. Vero che abbiamo difficoltà a fare gol, ma ce le hanno anche altre squadre. A me oggi il Genoa è piaciuto: ha creato difficoltà ad una squadra forte e fisica come l’Udinese”.

Non serve a nulla rimpiangere la prova odierna, ma è assai più produttivo pensare al futuro: “Dobbiamo aggredire ogni partita con ferocia perché il campionato è pieno di difficoltà ma la strada è quella giusta. Abbiamo alcune caratteristiche nei nostri centrocampisti, ci manca casomai quello dall’ultimo passaggio. Serve movimento per creare spazio là davanti e mettere gli altri in difficoltà”. Un pensiero va poi a Rigoni: “Alla fine ha fatto quell’inserimento ed ha sbagliato, i nostri giocatori sono bravi nelle due fasi ma non predisposti alla pericolosità negli ultimi sedici metri. A gennaio non è facile trovare giocatori che diano una mano, sappiamo dove siamo carenti, magari dietro e a centrocampo. Sottolineo però che abbiamo Rossi fuori ed è uno dalle qualità importanti”.

Non poteva mancare, infine, ai microfoni di Premium Sport, una battuta su Pellegri: “Ha qualità straordinarie, va in una società che ha puntato molto su di lui. Dovrà fare il suo percorso perché è ancora molto giovane. In Italia magari aspettano perché pensano possa tornare tra quattro o cinque anni…”.

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