Lettera/Pino Barone. “Il ricordo di mio papà Antonio, genoano del Molise”

Il tifoso si è spento venerdì scorso: era uno dei fondatori del club rossoblù di Termoli

391
Antonio Barone al Ferraris
Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Leggo il vostro sito da anni perché sono Genoano per merito di mio padre, Antonio Barone, che da piccolo mi ha trasmesso la passione per questi colori.

Mio padre era (È) un Genoano che si sentiva (SENTE) Genovese anche ad oltre 750 km da Genova, nonostante abbia vissuto a Genova solo per qualche anno, durante la sua adolescenza, quando da Termoli, in Molise, è venuto in cerca di lavoro nella vostra splendida, superba, città.

Quei pochi anni, e parliamo dell’immediato dopo guerra, sono bastati a fa entrare Genova e il Genoa nel sangue, nel cuore e nella vita di mio padre.

Venerdì 30 novembre si è spento e nella sua nuova piccola e stretta “casa” di legno ha la compagnia dei suoi strumenti di lavoro (un rasoio, un pettine, una forbice – era un barbiere di altri tempi) e di un gagliardetto speciale: quello del Genoa; ma è speciale perché intitolato al suo “CLUB GENOA MOLISE – TERMOLI”.

Lo aveva fondato nel 1989-90 insieme a Franco, un amico col quale condivideva la Fede Genoana.

Il Coordinamento Club del Genoa esponeva uno striscione del nostro Club, al lato della gradinata Nord, con grandissimo nostro orgoglio.

Il nostro riferimento era Pietro Kessisoglu che ci ha supportati in questa nostra piccola, grande, bellissima esperienza Rossoblù.

Quando gli chiedevano quale canzone preferisse, lui non diceva il titolo, iniziava ad intonare “… ma se ghe penso aloa mi veddo o ma…”.

Da figlio lo vedevo come una persona buona, un esempio da seguire, che “seminava amore” come gli piaceva ripetere ai suoi 5 figli, 12 nipoti e 2 neonati pronipoti, segno tangibile della sua vera ricchezza.

Alla sua dipartita, ad 88 anni, la chiesa era stracolma, gli hanno dedicato poesie, articoli sui giornali locali, perché papà era così, una persona semplice e straordinaria nello stesso tempo, una colonna del paese dove ha vissuto, un riferimento della cultura popolare, curatore di un luogo (la sua bottega di barbiere) crocevia di persone, fatti, narrazioni, storia.

Non era un personaggio pubblico, un politico, era una persona semplice, con un lavoro semplice, eppure al suo funerale è stato come una calamita attirando al suo ultimo saluto tantissime, tantissime, tantissime persone; addirittura qualcuno partito apposta da Torino, altri da Roma e da Chieti, solo per essere presente, non solo col pensiero.

Durante l’ultimo ricovero in ospedale mi ha chiesto cosa avesse fatto il Genoa e con una “piccola candida imprecazione” aveva commentato la notizia della partita persa in casa col Napoli 🙂

Nel 2014, a 84 anni, ha visto la sua ultima partita allo stadio, un Genoa-Milan per la quale ha fatto un bel viaggetto A/R di oltre 1.500 km, prima con la speranza e col sorriso e poi con la gioia di aver rivisto il suo amato Genoa e aver riassaporato il clima del Tempio.

Nel tempo, tante erano le sue presenze costanti agli stadi di periferia a seguire il suo amato Genoa; con lui ho visto giocare più volte il Genoa a Barletta, a Pescara, ad Ancona, a Castel di Sangro, ad Ascoli, a Bari, a Campobasso… trasferte sofferte (tante) o vittoriose (poche), non importava… era lì con il Genoa che si avvicinava alla sua terra natìa, lontano dal Ferraris e bisognoso di un supporto in più.

Quello che chiedo è che i tifosi gli regalino un Abbonamento Eterno al Terzo Anello, al fianco di ogni tifoso che faceva del Genoa la sua Fede, in modo da essere presente in ogni partita futura, unendosi al loro tifo fatto di un silenzio assordante.

Ogni volta che mi è capitato di venire a conoscenza di bellissime storie sconosciute di tifosi del Genoa, ho avuto una sensazione di orgoglio, di appartenenza, di vicinanza a tutti coloro che hanno fatto grande la storia del nostro Glorioso Genoa; sono sicuro che anche quella del mio papà farà altrettanto.

Un piccolo, grande tifoso in una terra lontana, in un piccolo paese del Molise, quella Termoli che lo ha cresciuto e che ha contribuito a crescere; dove per oltre 70 anni, da quando il mio papà ci è tornato, lo hanno sentito parlare di Genoa, di Genova, di passione, di Fede sportiva, di calcio vero!

Vi ringrazio per tutto ciò che farete per lui, in attesa di sedersi, per sempre, nel Terzo Anello.

Grazie!

Pino Barone

pinofb@gmail.com

 

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.