Lettera/Paolo Campigli: «Comunque e ovunque forza Genoa»

Riceviamo dal collega questa missiva densa di genoanità: «I genoani veri ci mettono sempre la faccia, escono fuori. E siamo tanti, cioè tutti»

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Chi mi conosce lo sa: ci metto sempre la faccia. Non perché, genoano da 64 anni e ne ho 69, non perché ho scritto quattro libri sul Genoa, non perché ho scritto centinaia di articoli. Sono rimasto l’eterno ragazzo svezzato da Pippo Spagnolo, calmato da lui come testa calda. Non mi sono calmato, non mi sono arreso. Nella vita cambi tutto ma il Genoa è il Genoa e non lo cambi mai! Sinceramente, ammantato da una tristezza infinita, non saprei cosa dire e non saprei cosa fare. Sono vecchio e come tanti vecchi genoani ne ho viste di cotte e di crude: non mi stupisco più di niente. Però so che il Grifo è come l’araba fenice, risorge sempre al di là di qualunque sfiga, dirigenza, annata storta, squadra rabberciata, bustarelle, scandali ecc.
E queste cose le supera e le supererà sempre perché noi tifosi facciamo squadra, lo spingiamo sempre come in un matrimonio “nella buona e nella cattiva sorte…” ho ricevuto mail, SMS, WA, telefonate non so cosa dire! Rimango il ragazzo delle barricate, quello che vorrebbe la stella, la Champions, l’Europa sempre, anche se la realtà è mille miglia ben lontana da questo. I genoani veri ci mettono sempre la faccia, escono fuori. E siamo tanti, cioè tutti. Il Grifo non ha una tana ma una grotta: la grotta è nella montagna, naturale scavata dall’Universo, granitica, dura. Nella tana ci stanno gli altri, chiusi in se stessi e nelle loro fesserie. Il Genoa non è un’industria, un business, nessuno mai ci trasformerà in questo. Non so che dire, qui nessuno molla, nessuno muore, se speriamo in un miracolo non succederà, ma se facciamo come sempre e ci crediamo avverrà. Qui non c’entra la retrocessione o meno, c’entrano le persone e le dirigenze che pretendono di usarci a proprio uso e consumo. Il Genoa non è solo amore o una fede: è soprattutto un modo di vivere e la genoanità non si discute, è una ragione di vita. Per questo nessuno mai ci farà morire, per questo mai nessuno catturerà il nostro cuore. Quello che abbiamo dentro è impossibile bistrattare, soffocare, rubare, sottomettere. Solo imprenditori, possono provarci, crederlo o illudersi. Non ci riuscirà il presente presidente, come non ci riusciranno i prossimi futuri, non c’è mai riuscito nessuno in passato da oltre 125 anni. Dentro o fuori il Ferraris, in trasferta, nelle nostre strade, cerchiamo solo di stare uniti come sempre col cuore che ti urla dentro anche mentre dormi: FORZA VECCHIO CUORE ROSSOBLU. Non chiedo altro, non voglio altro, siamo nati genoani e moriremo così, come i nostri nonni, i nostri padri, i nostri figli.

Paolo Campigli

p_campigli@libero.it

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