La Lavagna tattica: Andreazzoli ha le mani d’oro

Mister A è riuscito nel suo scopo: il Genoa è tornato finalmente a giocare a calcio

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Andreazzoli Orrico Fiorentina Genoa
Andreazzoli (foto di Genoa CFC Tanopress)

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Aurelio di nome e di fatto, mister Andreazzoli ha le mani d’oro: il Genoa torna a giocare a calcio. Siamo soltanto alla 2ᵃ di campionato, ed è giusto evitare giudizi di qualsiasi sorta, ma quanto fatto vedere dal Genoa nei primi 180’ ufficiali di serie A della gestione Andreazzoli merita un approfondimento. L’analisi parte dal passato recente del Grifone, ovvero dalla stagione 2018/19: una delle più tribolate per i rossoblù in massina serie. Tra alternanza di allenatori -Ballardini, Juric, Prandelli – e la solita girandola di calciatori, il Genoa non è mai riuscito a trovare un’identità precisa. A risentirne è stato inevitabilmente il gioco, fiaccato dalle esigenze di classifica e dal pochissimo tempo avuto a disposizione dai vari allenatori alternatisi sulla panchina rossoblù. Il risultato finale è stato impietoso, pochi punti, pochissimo gioco e una salvezza ottenuta all’ultimo respiro grazie allo 0-0 più annunciato della storia contro la Fiorentina.  Quattro mesi dopo il mondo genoano è stato ribaltato da Andreazzoli, un allenatore di poche parole, ma dalle idee ben precise, idee che è riuscito in breve tempo a trasferire alla squadra, il manifesto dell’ ‘aurelismo’ è stato affisso proprio contro la Fiorentina, in uno dei tanti corsi e ricorsi storici del calcio.

Il tocco taumaturgico di mister A. In un gioco di gruppo come il calcio, non ci si dovrebbe mai fermare ad analizzare i singoli, ma un’eccezione ogni tanto la si può pur fare. In questo caso le eccezioni sono due: Kouamè e Radovanovic. I due, soprattutto il secondo, sono stati bersagliati dalla critica nella passata stagione. Radovanovic ha pagato la confusione tecnico tattica del Genoa, oltre all’etichetta di uomo d’ordine che sicuramente non gli appartiene. Kouamè dopo un avvio di stagione spumeggiante si è spento, anche a causa dell’esilio forzato in fascia voluto da Prandelli. In questi primi scampoli di serie A, i due sembrano essersi ritrovati, e gran parte del merito va attribuito ad Andreazzoli, capace di cucire addosso ai due una veste tattica ideale per esaltarne le caratteristiche. Il “vestito” in numeri corrisponde al 3-4-1-2. Radovanovic è stato sgravato da eccessivi compiti in fase di impostazione, mentre Koaumè è stato riportato nella posizione che preferisce: al centro vicino ad un’altra punta. Vediamo nel dettaglio alcuni movimenti dei due.

Figura 1

Gioco semplice e idee chiare,  questo chiede mister Andreazzoli a Radovanovic. Nell’immagine in alto si può ammirare una bellissima apertura di prima intenzione del serbo su Barreca. Un tocco e giocata a memoria per cercare l’ampiezza e dare lo start alla ripartenza rossoblù.

Figura 2

In questa immagine è riprodotta l’azione del momentaneo 2-0 del Genoa. Da un lancio calibrato al millimetro di Radu – di professione portiere – Kouamè si inventa uno stop da antologia per poi puntare la difesa viola. Nell’immagine è sottolineato il movimento di Kouamè verso il centro del campo, andando ad attaccare in solitudine una porzione di campo lasciata scoperta dai difensori della Fiorentina.

Un nuovo Gasperini? Nel Genoa ammirato contro la Fiorentina è emersa più di una caratteristica che ha portato alla mente dei più il Grifone guidato da Gasperini. Tanta intensità e ali pronte a ribaltare il fronte offensivo. Il modulo è diverso, ma il 3-4-1-2 di questo Genoa è composto da giocatori di gamba, soprattutto sulle corsie esterne. Barreca e Ghiglione si stanno dimostrando giocatori di spessore, capaci di abbinare corsa e qualità. Nell’immagine in basso è riprodotta una giocata a memoria dei rossoblù.

Figura 3

Barreca sulla corsia mancina viene servito da Radovanovic con un’apertura di prima intenzione (vedi figura 1), l’esterno ex Torino attacca lo spazio a disposizione, allo stesso modo fanno Lerager, Kouamè e Pinamonti, andando a scattare tra le maglie fin troppo larghe della difesa toscana. Un 4 contro 3 micidiale, o quasi, perché il cross di Barreca verrà raccolto da Pinamonti, ma la conclusione del 99 rossoblù verrà sventata dall’estremo difensore gigliato.

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