Zukanovic: “Un gol su punizione alla Branco? Ci proverò”

Il difensore bosniaco è stato intercettato dai microfoni di Primocanale: ha raccontato dei duri ritmi di Neustift e gli è stato fatto il nome di Branco

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Si è presentato ai microfoni di Primocanale, intervistato da Luca Russo, il neo acquisto rossoblù Ervin Zukanovic. Per il bosniaco, con un passato alla Sampdoria, è un altro ambiente, un’altra avventura da vivere interamente col Grifone addosso (è in prestito dalla Roma, ma con obbligo di riscatto).
“Sì, come ha detto, sono contento, sono tutto per loro. Stiamo lavorando, voglio cominciare il campionato perché avevo fame di giocarlo e niente…”. Quasi imbarazzato, il giornalista glissa prima che Ervin si presti a rispondere: timido alle telecamere, ma non certo in campo. E quando gli viene rimarcato il fatto di non aver giocato tantissimo all’Atalanta, gonfia il petto: “Sì, ma avevo già spiegato questa cosa. Sono venuto infortunato, non stavo bene fisicamente. All’inizio avevo giocato, ma quanto sei infortunato e non stai bene fisicamente non puoi giocare al 100% e alla fine il mister stava a rischio e aveva cambiato la squadra. Niente, dopo la squadra faceva buon lavoro e hanno continuato a giocare bene. Questo è il calcio”. Ora però sta bene e suda col gruppo a Neustift: “Come ho detto, il mister lavora molto forte. Ci stiamo preparando tutti i giorni, io sono contento. Non sono infortunato, sto lavorando molto duramente tutti i giorni e voglio stare bene fisicamente. Alla fine voglio che il campionato cominci”.

Macedoni, serbi, bosniaci ed un allenatore croato. Un Genoa balcanico, idea che non trova troppo convinto il difensore: “Ma sì, possiamo dire così ma ci sono anche africani e americani. L’importante è che la squadra si conosca bene, che siamo tutti amici, tutti parlano tra di loro e per questo è più importante la squadra.
Sfruttando il suo sinistro, affilato, chissà che non firmi qualche calcio di punizione. Gli viene ricordato un brasiliano, Claudio Branco, quasi a voler ipotizzare un arditissimo paragone: “Promesse? Guarda, sono difficili. Solo Dio sa cosa succede qui in avanti. Io posso solo dirlo: provo tutto, in prima cosa a giocar bene, poi ad aiutare la squadra, tanto. E poi quando arriva l’occasione, su punizione, provo a segnare.

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