Selvaggia Lucarelli: «Sono tifosissima del Genoa»

«I miei genitori sono liguri e fino ai 15 anni sono andata spesso al vecchio Stadio Marassi» spiega l'autrice

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Un nome che ricorda l’antica Roma, uno sguardo accattivante e sensuale. Questa è Selvaggia Lucarelli e non solo. Autrice e attrice di teatro, spesso insieme al comico Max Giusti di cui è stata la compagna a lungo, dal 2002 è nota ai visitatori del cyber spazio per il suo ironico e brillante blog. La collaborazione poi con alcune importanti testate della carta stampata come “Max”e “Il Tempo” e i numerosi impegni in televisione come opinionista e conduttrice di piccole rubriche sul satellite, l’hanno resa famosa anche al pubblico, soprattutto a quello femminile. L’abbiamo raggiunta telefonicamente per farci raccontare come vede il mondo del calcio e dei calciatori, in quanto personaggi pubblici.

Intanto, tifi o tifavi per qualche squadra in particolare da piccola?

“Da piccola ero una sostenitrice accanita del Genoa e tutt’ora lo seguo, anche se in modo più moderato. I miei genitori sono liguri e fino ai 15 anni sono andata spesso al vecchio Stadio Marassi. Poi crescendo, diciamo che ho preferito sviluppare delle passioni un po’ più femminili”.

Parlando proprio di passioni femminili, sono molte le donne che da anni si stanno avvicinando al mondo dello sport e del calcio in particolare, diventando delle ottime giornaliste. Come vedi questo nuovo mestiere in rosa ?

“Credo che sia l’ultimo tassello che ci serviva per arrivare alla giusta e dovuta emancipazione. No, scherzo. Penso che non sia facile giostrarsi in un mondo che da sempre è stato a senso unico, ovvero nel nome del non-gentil sesso. Ci siamo conquistate il giusto spazio dimostrando di saper fare anche questo. Bisogna dimostrare il doppio rispetto ai giornalisti maschi se vuoi andare avanti. Devi dimostrare soprattutto di essere preparata perché le raccomandazioni contano ben poco: se non vali niente, ci vuole poco a farti silurare! Ilaria D’Amico ha saputo valorizzare anche il suo essere donna, nonostante lavori in un mondo circondato solo da “palle”: è una grande professionista!”

Pensi che il binomio velina-calciatore non tramonterà mai, un po’ come un bel tailleur di Chanel?

“Sicuramente è sempre molto in voga, anche se noto sempre più che anche le veline iniziano a voler altro oltre che i bei muscoli. Non credo sia più tanto di moda avere il fidanzato che fa il calciatore: hanno risentito anche loro della crisi e ora si danno ai giocatori di Serie C. Diciamo che credo vada molto a periodi e questo è quello degli imprenditori. Molte “starlette” ora pensano al domani e che dopo i 30 anni i calciatori non hanno più molto da fare e che passano le giornate in casa. Forse hanno finalmente deciso di puntare sull’intelligenza e non sulla fisicità”.

La vita dei calciatori è sotto i riflettori, esattamente come quella dei personaggi dello spettacolo. Quanto può rovinarne la carriera uno scandalo, ad esempio la vicenda Corona e le foto da lui commissionate?

“I calciatori vivono una vita molto particolare. A 20 anni sono già sposati, con prole a seguito e con un conto in banca da capogiri. Devono stare molto attenti, perché non devono solo rispondere ad un manager o ad un addetto alle relazioni, ma ad un’intera società che cerca sempre di tutelarli al meglio. Le società calcistiche sono molto rigide ed è anche giusto così, visti i milioni che iniziano a guadagnare già dalla tenera età. Molti sono dei modelli per i più giovani, più di quanto lo siano attualmente politici o letterati. Raggiungono picchi di popolarità a volte esagerati. Sono sicuramente dei privilegiati e devono essere bravi a gestire spesso cose più grandi di loro. E’ normale che di conseguenza qualunque cosa facciano, anche la più ovvia, desti clamore. Se poi si parla addirittura di foto compromettenti, i giornali di gossip ci vanno davvero a nozze”.

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