Preziosi: «I fondi non operano con passione, se dovessi restare farò le cose per bene»

«Considero inopportuno ciò che ha detto Garrone, la sua è stata una caduta di stile. Non condanno Prandelli ma la squadra scendeva in campo impaurita»

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Preziosi
Preziosi al quartier generale del Genoa a Genova Pegli (Foto Genoa cfc Tanopress)
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È sempre derby, nonostante il campionato sia terminato da due settimane. Lo si è capitano dopo le dichiarazioni al vetriolo dell’ex presidente della Sampdoria Garrone e la risposta piccata del massimo dirigente rossoblù Enrico Preziosi. Il numero uno del Genoa ha voluto puntualizzare, dopo le prime dichiarazioni rilasciate a caldo, intervenendo in diretta telefonica durante We Are Genoa, trasmissione in onda su Telenord. Di seguito le dichiarazioni di Preziosi in cui si è soffermato anche sul futuro del Genoa.  «Considero inopportuno ciò che ha detto Garrone, credo che sia una caduta di stile, ammesso che ne abbia mai avuto . L’ha fatta fuori dal vaso, ho cercato di chiamarlo più volte ma non mi ha risposto, evidentemente il signor Garrone soffre ancora per quella retrocessione. A tal proposito devo dire che è stata una delle cose più belle che calcisticamente mi sia capitata. Mai in 15 anni ho parlato della Samp, sia sotto l’aspetto economico che sportivo. Non riesco a capire come gli sia venuto in mente di certe cose, forse voleva distrarre la tifoseria dalla mancata cessione della società.  Mi aspetto le sue scuse, sia al sottoscritto che a tutti i genoani. Il gol di Boselli che gli costò la retrocessione è la mia soddisfazione più grande. Deve pensarci cinquantamila volte su prima di parlare del Genoa, si occupi delle sue attività. Novità sulla cessione della società? Ho l’obbligo di non divulgare nulla finché non si concretizzerà qualcosa, noi chiediamo una lettere di manifestazione di interesse e la capacità di avere i fondi necessari per sostenere una squadra di calcio professionistica. Attualmente c’è una trattativa, vediamo se ci sono i presupposti per portarla a conclusione. Ai tifosi, a cui debbo qualcosa per un’annata così difficile, voglio dire che stiamo facendo le cose seriamente per cedere la società, stiamo valutando attentamente facendo le valutazioni necessarie. La stessa cessione della Fiorentina è nata a marzo dell’anno scorso, una trattativa durata 13 mesi per la cessione, ci vuole il tempo necessario, spero soltanto che  il tempo impiegato non sia sprecato. Se la trattativa non dovesse andare in porto ci sarà un comunicato e chiunque potrà avere accesso a ciò che vuole. In realtà le manifestazioni di interesse sono tante, le persone serie sono poche. Si parla di un calcio che è cambiato, il fondo ha un solo scopo: raddoppiare l’investimento fatto. Per passione lo può fare solo un tifoso genoano a cui darei tutta la mia disponibilità, ma un fondo non lavora con passione, non è il loro scopo. Se il fondo sarà importante ha la capacità di investire, ma ripeto la passione è un’altra cosa.  Sarò generoso se si presenterà un imprenditore o una famiglia con intenzioni serie, sono pronto a confrontarmi con qualsiasi imprenditore serio. L’investitore non troverà nulla di scandaloso, bisogna smetterla di parlare di debiti o di situazioni catastrofiche. La famiglia genoana ha il diritto e il dovere di criticare, le accetto quando si resta nella contestazione civile. Il Genoa è sano, sta bene, oltretutto chiuderemo l’anno con un’utile importante. Ho sempre fatto tutto nell’interesse del Genoa. Piano B in caso di mancata cessione della società? È sempre esistito, io non posso abbandonare il Genoa, ho degli obblighi verso questa società, non posso mica scappare?  Capozzucca l’ho confermato, ma su Andreazzoli non mi sono ancora pronunciato, probabilmente venerdì si saprà qualcosa. Voglio un attimo tornare sull’argomento fondo, loro possono avere due modi di operare: uno è fare trading, cioè vendere calciatori per poi acquistarne altri; la seconda è far crescer il valore del club attraverso i successi i sportivi. Questo è quanto penso su cosa può fare un fondo. Ho commesso degli errori, ma a fin di bene. Alla luce di ciò che è successo non rivenderei Piatek, ma non pensavo potesse succedere ciò che è successo, l’errore maggiore è stato stravolgere la squadra con tre allenatori, la nostra squadra non ha mai giocato bene. Se avessi portato Maietta e Brighi a Genova mi avrebbero sparato.  Noi a 8 giornata della fine avevamo 34 punti, poi non si è capito cosa sia successo, non ne abbiamo più vinta una. Non sto condannando Prandelli, ma la squadra aveva paura, non giocava a calcio, partiva sconfitta prima di scendere in campo. Promettere è poco credibile, ma posso dire di aver sofferto tantissimo, una cosa del genere non vorrei più viverla. Se dovessi restare allestirei una squadra che non farà più soffrire, ma l’ho detto anche l’anno prima e poi non si è realizzato, quindi pochi proclami ma tanta voglia di dimostrare con i fatti, se non dovesse esserci un compratore farò le cose per bene. Farò un programma con il nuovo allenatore e cercherò di accontentarlo per il suo modo di vedere il calcio».

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