Onofri: “Gattuso ha le qualità per fare l’allenatore a grandi livelli”

"Gattuso è uno che studia il calcio oltre ad avere un grande temperamento. Sa che non potrà fare sempre affidamento sul nome o sul Milan ed è conscio delle difficoltà che potrà attraversare" ha continuato la bandiera rossoblù

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Claudio Onofri (Foto Pianetagenoa1893.net)
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Sarà il Milan il prossimo avversario che il Genoa dovrà affrontare tra le mura amiche del Ferraris. Certamente non la miglior squadra contro cui giocare, soprattutto se si è costretti a farlo in questo periodo, con la formazione rossonera galvanizzata dall’ottimo periodo di forma dovuto alle attente cure di Gennaro Gattuso. Sono diciannove i punti fatti nelle ultime sette gare disputate dalla compagine lombarda, con successi contro squadre di lusso come Roma e Lazio. Senza contare che Donnarumma non raccoglie la palla dal fondo della propria porta da tre partite. È proprio il tecnico eroe di Berlino 2006 uno dei temi caldi trattati questa sera a We Are Genoa da Pinuccio Brenzini e dai suoi ospiti.

“Devo dire innanzitutto che è sbagliata l’idea di allenatore che si è fatta di Gattuso identificandolo come un allenatore burbero”. Ha esordito la bandiera rossoblù Claudio Onofri. “Io ho avuto la possibilità di conoscerlo in quel di Pisa, dove la sua squadra era conosciuta per il subire pochi gol, perchè in attacco facevano ridere. Lì si vedeva la tendenza a fare l’allenatore. L’umiltà di questo ragazzo è per me eccezionale. Lui è conscio di non essere ancora un allenatore, lo sa perfettamente. La sta iniziando adesso questa carriera. È chiaro che la tifoseria lo veda come il Ringhio che era in campo, ma è uno che ha grandi possibilità di fare l’allenatore a grandi livelli non perchè si chiama Gattuso, ma perchè è uno che studia anche il calcio, oltre ad avere un grande temperamento. Sa che non potrà fare sempre affidamento sul nome o sul Milan ed è conscio delle difficoltà che potrà attraversare. Mi è capitato di seguire la partita di Udine, dove Calabria si è fatto cacciare fuori e sono rimasti in dieci. Lì c’erano le componenti che in Gattuso una è già al massimo mentre l’altra deve ancora crescere: dal punto di vista tattico si vedeva che la squadra si muoveva nel modo che l’allenatore le aveva insegnato, poi, una volta raggiunto il pareggio con l’uomo in meno, è scattato il vero Gattuso, perchè cercavano di vincere la partita con la voglia e la fame. Quando conobbi Franco Scoglio, credetti che fosse che parla e carica la gente, ma in un mese mi sono ricreduto, perchè lui ti insegnava a giocare a calcio. Lo stesso dicasi per Gattuso, che è riuscito a risollevare il Milan da un brutto periodo di crisi. La cosa importante quando sei nello spogliatoio è essere credibile. Quando parli i giocatori devono credere in quello che stai dicendo anche se non sono d’accordo”. 

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