ESCLUSIVA PG, Testoni: “Il Genoa può puntare alla vittoria col Sassuolo”

L'ex giocatore rossoblù: "Il Grifone non parte sconfitto. Se il Sassuolo snobberà il Genoa, farà un grande errore"

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Claudio Testoni, a sinistra, con Briaschi (da Genoacfc.it)
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Sarà il Sassuolo di De Zerbi il prossimo avversario del Genoa. I neroverdi sono reduci da un’ottima vittoria contro l’Inter e un pareggio contro il Cagliari maturati anche grazie al ritorno di Domenico Berardi, che, dopo una passata stagione al di sotto delle aspettative, ha inaugurato il nuovo campionato con due gol. Un avversario da tenere sotto stretta osservazione è quello che aspetta i ragazzi di Ballardini tra le mura del Mapei Stadium, che, dopo la vittoria in casa contro l’Empoli, cercheranno di dare seguito al buon inizio di campionato provando a tornare a casa con un bottino pieno. Per parlare della sfida di Reggio Emilia i microfoni di Pianetagenoa1893.net hanno raggiunto l’ex rossoblù Claudio Testoni.

Partiamo con una domanda semplice e diretta: Se le dico “Genoa”, qual è la prima cosa che le viene in mente?

“A livello sportivo la parte più bella della mia vita. Unita poi al fatto che lì è dove è nato mio figlio. È una emozione forte, anche il fatto del crollo del ponte Morandi mi ha toccato moltissimo, perchè essere a casa e vedere dove passavi due volte al giorno, il dolore dei genovesi… la bell’immagine di un genoano e un sampdoriano che si abbracciano mostra come certe cose vadano oltre i colori. So che i genovesi sono di cuore e sanno reagire nelle difficoltà”

Lei ha giocato con la maglia del Genoa dal 1980 al 1987, scendendo in campo 187 volte. Qual è il suo ricordo più bello di quegli anni in rossoblù?

“In tanto io sono arrivato al Genoa dalla Serie C con la Reggiana. Ti dico: io che arrivo a novembre e vedo gli idoli del calcio come Claudio Sala. Non ebbi manco il tempo di realizzare, perchè accadde tutto molto in fretta. Era un lunedì sera, io non sapevo nulla e mi dissero che mi avevano ceduto al Genoa. La mattina dopo ero già in macchina diretto a Genova. Arrivare lì e vedere uno dei grandi del calcio come Sala, sapendo che eravamo alla pari era per me incredibile. Mi ricordo che gli davo addirittura del lei. Durante la trasferta di Palermo gli chiesi appena arrivati in hotel: ‘Mi scusi, ma lei a che piano va?’ e lui mi rispose dicendomi che eravamo compagni e non era necessario parlargli così. In una serata si è capovolto il mio mondo, arrivando in una società gloriosa, con 9 scudetti alle spalle. Poi la prima soddisfazione è stata passare dalla C alla B, vincerla subito e ritrovarmi da novembre che sono arrivato a maggio che vado a giocare contro l’Inter e la Juventus, squadre che guardavo in cartolina e realizzare che giocavo alla pari con loro. E’ stata l’emozione più grande di tutte, ancora più del debutto. La consapevolezza che il sogno da bambino di diventare calciatore si era realizzato”.

Nella sua carriera si è aggiudicato il soprannome di “Ruspa”. Mi può dire a cosa deve questo appellativo?

“A Reggio Emilia mi chiamavano “Furia”, perchè ero molto veloce e molto rapido. Credo che il popolo genoano apprezzi sì il giocatore talentuoso, ma apprezzi anche quello volenteroso. Io non ero molto talentuoso, ma ero un giocatore che faceva della sua velocità e della sua potenza il suo punto di forza, in più ero uno che non mollava mai. Allora ricordo che un giorno Briaschi, durante un allenamento, mi disse che quando andavo addosso a uno gli facevo male, perchè ero un tronchetto di potenza. E’ da lì che molto probabilmente hanno iniziato a chiamarmi “Ruspa”. Ogni volta che entravo in contrasto io rimanevo in piedi e l’avversario no”

Che pensiero ha del nuovo Genoa a disposizione di Ballardini?

“In tanto io fui presente alla trasferta di Ferrara e ricordo di aver visto una buona squadra, però molto compassata. Ballardini è un pragmatico, capace di tirare fuori il meglio dai propri giocatori. Juric non lo conosco, quindi non mi permetto di giudicarlo, ma Ballardini ha fatto un lavoro incredibile, togliendo dalle sabbie mobili una squadra che si era impantanata. Quest’anno mi sembra che la società abbia lavorato molto bene, soprattutto davanti, con Piatek e Kouamè: un giocatore con una grandissima velocità. Cosa che in queste categorie è davvero molto importante. Penso quindi che la società abbia lavorato davvero bene, assortendo una squadra che potrebbe essere più forte di quella dello scorso anno”

Sassuolo-Genoa sarà la prossima sfida che attende i ragazzi del tecnico rossoblù. Cosa si aspetta da questo match?

“Il Sassuolo sta a venti chilometri da casa mia e li conosco molto bene. A loro ho anche dato alcuni giocatori per il settore giovanile. Sono una società molto quadrata, molto potente sotto l’aspetto finanziario e che fa di questa sua solidità e provincialità la sua forza. Credo che il Genoa qui possa giocarsi tranquillamente la vittoria. Certamente non parte battuto. Il fattore campo in Serie A conta per me poco. Il Sassuolo ha dato tanto contro l’Inter e se snobberà il Genoa, farà un grande errore”

La sfida del Mapei Stadium godrà del testa a testa tra due veri bomber d’area: Piatek e Berardi. Il primo già a 5 reti stagionali, il secondo che sembra essersi sbloccato dopo le difficoltà dello scorso anno. Chi, secondo lei, potrà essere più decisivo?

“Berardi non ha fatto un grande campionato, ma quando uno ha i colpi non può esserseli dimenticati. Spesso tanti attaccanti possono essere discontinui, ma quando hai le qualità non puoi dimenticartele. Mi auguro che Piatek possa essere decisivo, perchè ha dimostrato già nel precampionato di essere micidiale. Me lo auguro per il Genoa, per i tifosi e per me stesso”.

Claudio Testoni (Figurina Panini da Wikipedia)
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